12/07/2019

Sezione Lavoro Ordinanza n. 15506 del 7/6/2019 Pubblico impiego – dirigenza autonomie locali – annullamento procedura concorsuale – conseguente caducazione del contratto di lavoro – richiesta reintegrazione nel posto di lavoro e risarcimento del danno –

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Segnalazione da U.O. Monitoraggio contratti e legale

La ricorrente chiedeva che fosse riconosciuta la illegittimità del provvedimento con il quale il comune di Quartu S. Elena aveva disposto la caducazione del contratto di lavoro stipulato con la ricorrente a seguito di procedura concorsuale per la copertura di due posti da dirigente, chiedendo anche un risarcimento per il danno subito. Consiglio di Stato aveva annullato il provvedimento di ammissione al concorso al quale la ricorrente aveva partecipato e pertanto il comune aveva disposto la caducazione del contratto. Corte rigetta la domanda e ricorda i seguenti principi di diritto: “l'atto con il quale l'amministrazione revochi un'assunzione o un incarico a seguito dell'annullamento della procedura concorsuale o dell'inosservanza dell'ordine di graduatoria "equivale alla condotta del contraente che non osservi il contratto stipulato ritenendolo inefficace perché affetto da nullità, trattandosi di un comportamento con cui si fa valere l'assenza di un vincolo contrattuale" (Cass. nn. 194/2019, 7054/2018, 19626/2015, 8320/2010); dalla natura privatistica degli atti di gestione del rapporto discende inoltre che, qualora il dipendente intenda reagire all'atto unilaterale adottato dalla P.A., deve fare valere in giudizio il diritto soggettivo che da quell'atto è stato ingiustamente mortificato e non limitarsi a sostenere l'illegittimo esercizio di poteri di autotutela, perché il giudice ordinario è giudice non dell'atto ma del rapporto e dei diritti/doveri che dallo stesso scaturiscono; …la Pubblica Amministrazione conserva pur sempre, anche in presenza di un rapporto di lavoro ormai contrattualizzato, una connotazione peculiare, essendo tenuta al rispetto dei principi costituzionali di legalità, imparzialità e di buon andamento cui è estranea ogni logica speculativa; in ordine al rapporto fra procedura concorsuale e contratto di impiego è stato osservato che gli atti principali della procedura presentano una duplicità di natura giuridica, poiché il bando e la graduatoria finale, pur inserendosi nell'ambito del procedimento di evidenza pubblica, hanno anche la natura sostanziale, rispettivamente, di proposta al pubblico e di atto di individuazione del futuro contraente (Cass. SS.UU 16728/2012, 4648/2010, 8951/2007); da ciò è stata tratta la conseguenza che la procedura concorsuale costituisce l'atto presupposto del contratto individuale, del quale condiziona la validità, sicché sia l'assenza sia l'illegittimità delle operazioni concorsuali si risolvono nella violazione della norma inderogabile dettata dall'art. 35 del d.lgs. n. 165/2001, attuativo del principio costituzionale affermato dall'art. 97, comma 4, della Carta fondamentale (Cass. n. 194/2019, 13884/2016)”.

 
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