27/12/2018

Sezione Lavoro Sentenza n. 29370 del 14/11/2018 Pubblico impiego – demansionamento – dequalificazione- richiesta risarcimento danno non patrimoniale e danno immagine – principi di diritto

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Segnalazione da U.O. Monitoraggio contratti e legale

La Corte respinge il ricorso di un docente che chiede gli venga riconosciuto un danno patrimoniale e un danno all’immagine a seguito di un suo demansionamento e, conseguentemente la condanna del MIUR al pagamento di una ingente somma a titolo di risarcimento. Gli Ermellini respingono il ricorso e ribadiscono : “in tema di risarcimento del danno non patrimoniale derivante da demansionamento e dequalificazione, il riconoscimento del diritto del lavoratore al risarcimento del danno professionale, biologico o esistenziale, non ricorre automaticamente in tutti i casi di inadempimento datoriale e non può prescindere da una specifica allegazione, nel ricorso introduttivo del giudizio - dall'esistenza di un pregiudizio (di natura non meramente emotiva ed interiore, ma oggettivamente accertabile) provocato sul fare reddituale del soggetto, che alteri le sue abitudini e gli assetti relazionali propri, inducendolo a scelte di vita diverse quanto all'espressione e realizzazione della sua personalità nel mondo esterno. Tale pregiudizio non si pone quale conseguenza automatica di ogni comportamento illegittimo rientrante nella suindicata categoria, cosicché non è sufficiente dimostrare la mera potenzialità lesiva della condotta datoriale, incombendo sul lavoratore non solo di allegare il demansionamento ma anche di fornire la prova ex art. 2697 cod. civ. del danno non patrimoniale e del nesso di causalità con l'inadempimento datoriale. La giurisprudenza di legittimità, inoltre, ha affermato che in tema di responsabilità civile, il danno all'immagine (così come quello alla reputazione), in quanto costituente "danno conseguenza", non può ritenersi sussistente "in re ipsa", dovendo essere allegato e provato da chi ne domanda il risarcimento (Cass., n. 7594 del 2018).

 
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