27/12/2018

Sezione Lavoro Sentenza n. 29188 del 13/11/2018 Pubblico impiego – docente scolastica – verifica medico sanitaria per accertamento idoneità psico-fisica – richiesta di documenti medici – comportamento omissivo della docente – destituzione – licenziamento

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Segnalazione da U.O. Monitoraggio contratti e legale

La ricorrente, una docente, chiede alla Corte di annullare la sanzione della destituzione dal servizio emessa nei suoi confronti dal MIUR a seguito del suo comportamento. La ricorrente infatti, in sede di verifica medico-sanitaria per l’accertamento della idoneità psico-fisica allo svolgimento dell’attività scolastica, teneva un comportamento omissivo, non effettuando gli accertamenti medico-psichiatrici che le erano stati più volte richiesti impedendo così, all’organo competente, di poter accertare la sua idoneità psico-fisica allo svolgimento della sua funzione. I giudici respingono la richiesta e ricordano che già con la sentenza n. 17967/2006 la Corte aveva stabilito che: “rifiuto immotivato opposto da un'insegnante di scuola media all'invito, rivolto dalle autorità scolastiche, a sottoporsi ad accertamento dell'idoneità psicofisica allo svolgimento dell'attività scolastica costituisce atto in grave contrasto con i doveri inerenti alla funzione di insegnante, tale da giustificare l'adozione del provvedimento di destituzione, in quanto configura una violazione non solo dell'interesse dell'Amministrazione al regolare svolgimento del servizio, ma anche dell'interesse degli studenti a ricevere un insegnamento di qualità adeguata alle loro esigenze, in ambiente sano e sereno. La presentazione a visita medica non esaurisce il dovere di collaborazione gravante sul dipendente, funzionale allo svolgimento dell'accertamento dell'idoneità psicofisica al servizio”. Chiariscono poi i giudici che:”Con la sentenza n. 22550 del 2016, in fattispecie relativa ad ipotesi di risoluzione del rapporto di lavoro a seguito del procedimento di cui all'art. 55-bis del D.Lgs. n. 165/01, questa Corte ha affermato che nel caso di ingiustificato rifiuto, da parte del dipendente pubblico, di sottoporsi alla visita medica di idoneità, reiterato per almeno due volte, di cui al combinato disposto dell'art. 55-octies, lett. d), del D.Lgs. n. 165 del 2001 con l'art. 6 del D.P.R. n. 171 del 2011, la previsione normativa costituisce un'autonoma ipotesi di licenziamento disciplinare, finalizzata ad assicurare il rispetto delle altre norme dettate dall'art. 55-octies, sempre tutelando il diritto di difesa del dipendente. In tale contesto, è stato sottolineato come l'art. 6 del Regolamento di cui al D.P.R. 27 luglio 2011, n. 171, avente carattere attuativo dell'art. 55- octies cit., e non carattere innovativo, si è limitato a precisare il contenuto precettivo della lettera d) dell'art. 55-octies del D.Lgs. n. 165 del 2001 e che a tale fattispecie "è estranea la problematica dell'accertamento della idoneità psico-fisica, in quanto quello di cui si tratta costituisce un autonomo caso di licenziamento disciplinare derivante dal rifiuto reiterato della dipendente di sottoporsi a visita medica", avente "carattere strumentale al fine di assicurare il rispetto delle altre norme dettate dall'art. 55-octies cit., sempre tutelando il diritto di difesa del dipendente" (sent. cit.)”.

 
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