27/12/2018

Sezione Lavoro Sentenza n. 28248 del 6/11/2018 Pubblico impiego – servizio sanitario nazionale – ASL – individuazione direttore generale struttura operativa – atto di macro-organizzazione – principi di diritto

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Segnalazione da U.O. Monitoraggio contratti e legale

Il dirigente del Dipartimento Sanità Territoriale di una Azienda sanitaria provinciale, - dipartimento soppresso con delibera successivamente annullata - adisce i giudici affinchè riconoscano il suo diritto ad essere reintegrato nella funzione di dirigente del Dipartimento di sanità territoriale nuovamente ripristinato. Il ricorrente infatti afferma, a sostegno della sua richiesta, tra le altre cose, che l’atto aziendale che disciplina l’organizzazione e il funzionamento dell’Azienda deve comunque rispettare la legge n. 241/1990 ed i principi generali che informano l’azione amministrativa, e che l’annullamento della delibera di soppressione del Dipartimento ha effetti retroattivi e questo anche per quanto riguarda la sua funzione di dirigente del Dipartimento, soppresso e poi ripristinato. La Corte, respingendo la domanda ricorda i seguenti principi di diritto: “Questa Corte ha già avuto modo di affermare il principio, condiviso dal Collegio, secondo cui, con riferimento al Servizio Sanitario Nazionale, l'individuazione con atto del direttore generale della struttura operativa dell'azienda sanitaria locale è atto di macro - organizzazione disciplinato dal diritto privato, a norma del già ricordato D.Lgs. n. 502 del 1992, art. 3, diversamente da quanto previsto per le amministrazioni pubbliche in genere, in coerenza con il suo carattere imprenditoriale, strumentale al raggiungimento del fine pubblico dell'azienda (Cass.SSUU 15304/ 2014, 17783/2013, 2031/2008). Va anche osservato che, in tema di rapporto di lavoro privatizzato, gli atti e procedimenti posti in essere dall'amministrazione ai fini della gestione dei rapporti di lavoro subordinati devono essere valutati secondo gli stessi parametri che si utilizzano per i privati datori di lavoro, secondo una precisa scelta legislativa (nel senso dell'adozione di moduli privatistici dell'azione amministrativa) che la Corte costituzionale (sentenze nn. 271 del 2001 e n. 11 del 2002) ha ritenuto conforme al principio di buon andamento dell'amministrazione di cui all'art. 97 Cost. (Cass.13800/2017, 19626/2015,19425/2013, 23741/2008). Questa Corte nelle sentenze innanzi richiamate ha precisato che, esclusa la presenza di procedimenti e atti amministrativi, non possono trovare applicazione i principi e le regole proprie di questi, ma il potere amministrativo autoritativo si trasforma in potere privato che si esercita mediante atti di natura negoziale che devono pertanto essere valutati secondo gli stessi parametri che si utilizzano per il datore di lavoro privato”.

 
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