22/11/2019

Sezione Lavoro Ordinanza n. 27345 del 24/10/2019 Pubblico impiego – dipendente MAE (Ministero Affari Esteri) – servizio all’estero – trasferimento per incompatibilità ambientale – sua natura – richiesta pagamento indennità di servizio all’estero – sua na

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Segnalazione da U.O. Monitoraggio contratti e legale
La Corte dichiara inammissibile il ricorso presentato da un dipendente del MAE in servizio presso il consolato d’Italia in Scutari che, fatto rientrare per incompatibilità ambientale, chiedeva che gli fosse comunque pagata l’ indennità di servizio all’estero per tutto il periodo in cui avrebbe dovuto lavorare presso il consolato. I giudici, pur ritenendo inammissibile la domanda per questioni procedurali, nelle motivazioni della sentenza chiariscono comunque alcuni punti fondamentali sia riguardo al trasferimento per incompatibilità ambientale che riguardo alla indennità di servizio all’estero. Dice la Corte: “il trasferimento per incompatibilità aziendale/ambientale, trovando la sua ragione nello stato di disorganizzazione e disfunzione dell'unità produttiva/dell'Amministrazione, va ricondotto alle esigenze tecniche, organizzative e produttive, di cui all'art. 2103 cod. civ., piuttosto che, sia pure atipicamente, a ragioni punitive e disciplinari, con la conseguenza che la legittimità del provvedimento datoriale di trasferimento prescinde dalla colpa (in senso lato) dei lavoratori trasferiti, come dall'osservanza di qualsiasi altra garanzia sostanziale o procedimentale che sia stabilita per le sanzioni disciplinari. Il trasferimento, peraltro, è subordinato ad una valutazione discrezionale dei fatti che fanno ritenere nociva, per il prestigio ed il buon andamento dell'ufficio, l'ulteriore permanenza dell'impiegato in una determinata sede (citata Cass., n. 2143 del 2017). La sussistenza di una situazione di incompatibilità tra il lavoratore ed i suoi colleghi o collaboratori diretti, che importi tensioni personali o anche contrasti nell'ambiente di lavoro comportanti disorganizzazione e disfunzione, concretizza un'oggettiva esigenza di modifica del luogo di lavoro e va valutata in base al disposto dell'art. 2103 cod. civ., con conseguenza possibilità di trasferimento del lavoratore, sulla base di comprovate ragioni tecniche organizzative e produttive. Ed infatti, la situazione di incompatibilità riguarda situazioni oggettive o situazioni soggettive valutate secondo un criterio oggettivo, indipendentemente dalla colpevolezza o dalla violazione di doveri d'ufficio del lavoratore, causa di disfunzione e disorganizzazione, non compatibile con il normale svolgimento dell'attività lavorativa (v., Cass., n. 10833 del 2017).” Per quanto riguarda poi l’indennità di servizio all’estero viene ribadito quando già affermato dalla Cassazione con la sentenza n. 6039/2018 che ha stabilito che l’indennità di servizio all’estero non ha natura retributiva, essendo destinata a sopperire agli oneri derivanti dal servizio all’estero e ad essi commisurata.

 
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