03/04/2019

Sezione Regionale controllo Calabria n. 17/2019 Enti Locali – Individuazione facoltà assunzionali 2019

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Segnalazione da U.O. Monitoraggio contratti e legale

I magistrati contabili, in relazione alla possibilità di utilizzare i cosiddetti resti assunzionali ossia “le “capacità assunzionali maturate e quantificate secondo le norme vigenti ratione temporis dell’epoca di cessazione dal servizio del personale, ma non utilizzate entro il triennio successivo alla maturazione” (Sez. Autonomie del. n. 25/2017/QMIG) evidenziano che: “nel caso degli enti di piccoli dimensioni, non si può parlare di “residui ancora disponibili delle quote percentuali delle facoltà assunzionali” (cfr. art. 3, comma 5, d.l. 90/2014) perché non vi era, in passato, alcuna imposizione di quote percentuali alle facoltà assunzionali. Se, venuto meno il PSI, la disposizione in esame venisse applicata a tutti i Comuni, gli enti di ridotte dimensioni avrebbero tutti “resti assunzionali” pienamente disponibili, avendo ottenuto pregressi “risparmi” sulle quote percentuali delle facoltà assunzionali non per virtuosità comportamentale ma non applicabilità nei loro confronti, nel pregresso, degli stringenti limiti assunzionali tracciati dal d.l. 90/2014. In definitiva, quindi, la Sezione ritiene tuttora non applicabile ai Comuni con popolazione inferiore ai 1.000 abitanti la disciplina dei “resti assunzionali” di cui all’art. 3, comma 5, d.l. 90/2014”.

 
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