05/06/2019

Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica

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Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

La Corte dei Conti ha presentato il decimo “Rapporto 2019 sul coordinamento della finanza pubblica”. La prima parte del Rapporto è dedicata all’esame delle prospettive della finanza pubblica, alla luce della politica di bilancio per il prossimo triennio disegnata di recente con il DEF 2019 e dei vincoli posti. La seconda parte del Rapporto è centrata sulla spesa e sulle politiche sociali. Il primo capitolo è dedicato al comparto previdenziale; la dimensione complessiva della spesa, così come gli andamenti demografici in atto, richiedono che esigenze di flessibilità del settore debbano sempre confrontarsi con quelle di sostenibilità del sistema. Segue l’esame del sistema assistenziale, in cui nell’ultimo biennio non sono mancate novità importanti: prima con l’entrata in operatività del REI e, più di recente, del Reddito di cittadinanza. Iniziative che richiedono un continuo monitoraggio che ne garantisca copertura ed efficacia. Il settore sanitario, cui è dedicato il terzo capitolo, ha ottenuto risultati importanti nell’azione di risanamento dei conti, ma deve confrontarsi oggi con le necessità poste da innovazioni in grado di migliorare la qualità delle cure, da vincoli sulla disponibilità di risorse e dal persistere (e in alcuni casi dall’aggravarsi) di squilibri territoriali nella garanzia dei LEA. Infine, viene proposta una analisi delle principali misure in materia di istruzione che si sono succedute in questi anni e che rappresentano tappe di un processo di riforma ancora in itinere. I contributi racchiusi nella terza parte del Rapporto sono tutti dedicati agli investimenti e alle opere pubbliche. Nel primo capitolo ci si sofferma sulla spesa per investimenti nei Paesi dell’Unione: negli anni della crisi tutte le principali economie hanno ridotto la spesa in termini di Prodotto. Italia e Spagna hanno, tuttavia, avuto gli andamenti più negativi registrando una vera e propria riduzione delle dotazioni di capitale. Recuperare progettualità e colmare i gap infrastrutturali rimane, perciò, centrale nella politica di governo. Nel 2018 si sono avuti primi segnali di ripresa dell’accumulazione. Ma per capire il ruolo che potranno avere gli investimenti infrastrutturali nel recupero di più adeguati livelli di crescita è necessario valutare le caratteristiche che assume il processo negli Enti territoriali e comprendere quali siano gli ostacoli effettivi che gli Enti incontrano. Infine, dati i vincoli di finanza pubblica, è sempre più importante poter contare sul contributo del privato nel settore delle infrastrutture: di qui l’analisi sulle condizioni che possono fare del partenariato pubblico privato uno strumento effettivo di sviluppo.

 
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