23/03/2018

Focus tematico n. 5 “Avanzi di amministrazione e regola del pareggio. La sentenza della Corte Costituzionale n. 247/2017″

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Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

Il Focus tematico, pubblicato dall’Ufficio Parlamentare di Bilancio, esamina la recente sentenza della Corte costituzionale 247/2017 riguardante la legittimità dell’attuale formulazione della regola del pareggio di bilancio per gli enti territoriali con particolare riferimento alla mancata inclusione dell’avanzo di amministrazione nel saldo da mantenere in equilibrio. La Corte, affermando il principio secondo cui “il risultato di amministrazione è parte integrante, anzi coefficiente necessario, della qualificazione del concetto di equilibrio di bilancio”, ha sottolineato l’esigenza di assicurare la piena disponibilità dell’avanzo di amministrazione agli enti che lo realizzano, una volta che tale avanzo sia definitivamente accertato in sede di rendiconto. Secondo la Corte, limitazioni a tale disponibilità sarebbero pertanto ammissibili solo su base transitoria (ad esempio con riferimento al bilancio di previsione che viene redatto anticipatamente rispetto al rendiconto riferito all’anno precedente). Il Focus richiama in primo luogo, l’evoluzione delle regole di bilancio per gli Enti locali che, ai fini del controllo della finanza pubblica, hanno ricercato un difficile coordinamento tra norme contabili e criteri sottostanti ai vincoli europei. Alla luce dell’entità delle somme potenzialmente interessate e dei conseguenti rischi per la finanza pubblica, sarebbe utile che, per il futuro, siano prima di tutto individuate e rimosse le cause che determinano il fenomeno del progressivo accumulo di risorse non spese e la conseguente necessità di gestire il loro smaltimento. La transizione sembrerebbe richiedere inoltre alcune condizioni dirette a garantire che gli avanzi non risultino di natura meramente contabile: a) il completamento della applicazione del sistema contabile disegnato dal D.Lgs. 118/2011 (ad esempio con l’integrale accantonamento al FCDE, già previsto per il 2021) per rendere efficaci i presidi per una ordinata gestione di bilancio; b) un processo di trasparente emersione di posizioni debitorie verso partecipate e soggetti terzi; c) il rispetto dei termini di pagamento dei fornitori. La transizione dovrebbe comunque mantenere un carattere di gradualità al fine di consentire un percorso per il progressivo smaltimento degli avanzi in essere.

 
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