15/05/2017

Nota sulla congiuntura di aprile 2017

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Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

La Nota congiunturale di aprile dell’Ufficio parlamentare bilancio (UPB) stima che il II trimestre 2017 si chiuderà con una crescita del PIL italiano dello 0,3 per cento in leggera accelerazione rispetto allo 0,2 del I trimestre. A sostenere la crescita dell’economia italiana nei mesi più recenti ha contribuito il buon andamento del commercio mondiale che, grazie alla positiva dinamica dei mercati rilevanti per l’Italia, ha trainato le nostre esportazioni. Il peggioramento del clima di fiducia delle famiglie e l’indebolimento del potere d’acquisto negli ultimi tre mesi del 2016 hanno frenato i consumi. A questo trend ha fatto riscontro una dinamica più vivace degli investimenti sulla quale hanno influito il recupero della redditività delle imprese e il miglioramento parziale delle condizioni di accesso al credito. Per quel che riguarda l’occupazione risulta confermata le tendenza alla moderazione della crescita manifestatasi nella seconda metà del 2016. Considerando i dati di flusso, nel quarto trimestre del 2016 la quota dei passaggi dall’occupazione a termine verso quella a tempo indeterminato è ritornata negativa per la prima volta dall’inizio del 2015 (-0,5 punti percentuali rispetto al valore di un anno prima). Un dato che fa seguito alla marcata decelerazione di queste transizioni già nel terzo trimestre 2016. E’ contestualmente risalita la permanenza nell’occupazione dipendente a termine, ritornata lievemente positiva; si sono inoltre intensificati i flussi in uscita dall’occupazione a termine verso lo stato di disoccupazione. Queste tendenze, assieme alla crescente incidenza dell’occupazione a termine, sembrano riflettere la minor convenienza delle assunzioni con contratti senza scadenza seguita al progressivo venir meno degli effetti della politica di decontribuzione. Infine, per cercare di misurare il livello di incertezza, l’UPB ha elaborato un indice d’incertezza basato sulle numerose informazioni presenti nelle indagini mensili condotte dall’ISTAT su imprese e consumatori che fornsicono indicazioni sulle loro aspettative relative all’andamento dell’economia o sulla propria condizione economico-finanziaria. Dopo la diminuzione sperimentata nel 2015 e nella prima parte del 2016, l’indicatore di incertezza ha registrato, a partire dalla seconda metà dello scorso anno, una certa risalita.

 
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