06/04/2017

I consumi intermedi delle Amministrazioni pubbliche – Focus tematico n. 3/2017 - UPB

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Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

Il Focus tematico sui consumi intermedi delle Amministrazioni pubbliche rileva come gli ultimi anni hanno visto un cambiamento nella dinamica e nella composizione della spesa pubblica. L’analisi dell’andamento dei consumi intermedi nell’arco del ventennio 1995-2015. I consumi intermedi, dal 1995 fino al 2008, hanno registrato un aumento consistente, +4,8 per cento medio annuo; nel periodo successivo hanno mostrato invece una crescita più moderata, +1,2 per cento medio annuo. La quota maggiore di spesa per consumi intermedi fa capo alle Amministrazioni locali. Dal 1995 la spesa delle Amministrazioni locali è più che raddoppiata (+137,5 per cento) - per effetto dell’espansione della spesa sanitaria, di quella per la gestione dei rifiuti e anche in conseguenza del conferimento di nuove funzioni a Regioni e Comuni - mentre quella degli altri due comparti (Amministrazioni centrali ed Enti previdenziali) ha registrato incrementi molto minori (rispettivamente +34,3 e +18,4per cento). Nel 2015 la spesa per consumi intermedi relativi alla sanità costituisce il 35,8 per cento del totale (era il 22,3 per cento nel 1995). L’incidenza dei servizi generali è scesa dal 28 per cento del 1995 al 16,2 per cento. Segue per rilevanza il comparto protezione dell’ambiente, con un incremento del peso relativo sul totale della spesa dal 7,6 al 12,8 per cento, anche in relazione all’andamento della gestione dei rifiuti. Quanto alla spesa riguardante l’istruzione, la sua incidenza sul totale si è ridotta al 7,9 per cento, rispetto al 10,1 per cento del 1995. La frenata della crescita dei consumi intermedi, a partire dal 2009, è riconducibile a una serie di interventi che hanno prodotto risultati più incisivi che in passato, pur senza raggiungere pienamente l’efficacia prevista. Su queste azioni correttive ha pesato l’intensità e urgenza del percorso di consolidamento attuato a partire dal 2011 in connessione con la crisi dei debiti sovrani. Per il controllo futuro della spesa, sembrerebbe esserci spazio per il contenimento dei prezzi di acquisto e, soprattutto, per il progressivo superamento dei tagli lineari, individuando meglio i fabbisogni delle amministrazioni.

 
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