03/05/2016

Audizione presso le Commissioni bilancio riunite del Senato e della Camera sul DEF 2016 - UPB

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Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

Confrontando le previsioni del Governo con quelle di un panel di previsori indipendenti, l’UPB afferma che il profilo di previsione programmatica del PIL reale si situa nell’ambito dei criteri di accettabilità seguiti dall’UPB; quello del PIL nominale si situa al limite. Vi è un elemento di divergenza (tanto per il PIL reale che per quello nominale) nel 2018, ma lo scarto specifico rilevato in tale anno, rispetto al limite superiore dei previsori, è di entità contenuta (un decimo di punto). Tenendo conto anche del limitato set informativo fornito nel DEF circa l’entità e la composizione della manovra lorda, l’UPB ha ritenuto di validare il quadro macroeconomico, sottolineando tuttavia che l’elevata dose di incertezza che contraddistingue l’attuale fase economica dovrebbe comunque spingere a un approccio di cautela. Questo posizionamento delle stime governative rispetto alle previsioni del panel UPB configura in generale, non solo per il 2018, un fattore di rischio per la previsione. Sorprese negative sul fronte della crescita e dell’inflazione metterebbero a rischio la dinamica del PIL nominale e con essa il percorso di riduzione del rapporto debito/PIL. Nella seconda parte dell’audizione l’UPB ha analizzato gli obiettivi programmatici di finanza pubblica indicati nel DEF. Il Governo propone un percorso di avvicinamento all’obiettivo di medio termine (ovvero l’equilibrio del bilancio in termini strutturali) più graduale rispetto a quello delineato nei precedenti documenti programmatici, posticipando il raggiungimento sostanziale dell’obiettivo dal 2018 al 2019. In sintesi, gli obiettivi di bilancio per il 2017 e il 2018 presentati nel DEF non configurano un percorso di avvicinamento all’obiettivo di medio termine coerente con lo stato attuale del quadro interpretativo delle regole di bilancio europee come trasposte nell’ordinamento interno. Va sottolineato peraltro che tale quadro interpretativo potrebbe evolversi per far fronte ad alcune problematiche emerse nella sorveglianza europea, per esempio per il calcolo dell’output gap, anche se non vi sono al momento evidenze note che questi eventuali sviluppi possano ricondurre gli obiettivi programmatici del DEF al rispetto delle regole di bilancio.

 
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