24/11/2015

Focus tematico n. 6 – La cancellazione della TASI sull’abitazione principale - UPB

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Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

Il Focus fornisce una valutazione dell’abolizione della Tasi sull’abitazione principale in relazione a quattro aspetti: il primo relativo alle le conseguenze per il sistema di finanziamento dei Comuni. Le modalità di compensazione garantiscono in futuro, a chi ha esercitato in precedenza uno sforzo fiscale con un prelievo più alto a carico dei propri cittadini, un equivalente livello di risorse facendo però ricadere il relativo onere sull’intera collettività. Il secondo aspetto riguarda gli effetti redistributivi prodotti sui contribuenti. Dall’eliminazione dell’imposta trarrebbero maggiore beneficio i nuclei familiari con capofamiglia più anziano (tendenzialmente caratterizzati da un rapporto tra patrimonio e reddito più elevato rispetto ai soggetti in età da lavoro), quelli con uno e due componenti, i lavoratori autonomi e, tra i lavoratori dipendenti, quelli con qualifiche più elevate. Il terzo l’impatto sui consumi determinato dal maggiore reddito disponibile. L’incremento complessivo dei consumi sarebbe pari a circa 1,5 miliardi (il 44 per cento della riduzione totale del prelievo). La portata espansiva è limitata dal fatto che, in termini assoluti, la quota maggiore del reddito aggiuntivo derivante dal risparmio di imposta affluisce alle famiglie con redditi più elevati, connotate da una minore propensione marginale al consumo. Infine, il Focus analizza i potenziali riflessi sul mercato delle transazioni immobiliari e sul settore delle costruzioni, di incerta valutazione. Si può comunque considerare che il prelievo abolito risulta contenuto rispetto alle grandezze in gioco e che il segmento delle abitazioni principali sia meno sensibile all’abolizione di un’imposta ricorrente rispetto a quello degli altri immobili residenziali.

 
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