12/10/2015

Nota di aggiornamento al DEF 2015: Audizione del Presidente Giuseppe Pisauro - UPB

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Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

Nell’audizione, il Presidente dell’UPB ha dato conto della positiva conclusione del processo di validazione del quadro macroeconomico programmatico relativo agli anni 2015-16, pubblicato nella NADEF 2015 poiché le dinamiche del PIL e delle principali componenti della domanda stimate dal MEF si collocano all’interno del range di previsioni del panel UPB. La previsione MEF è invece significativamente superiore alle stime del panel UPB negli anni successivi (0,4 in media nel 2017 e 2018, 0,3 nel 2019). Questa divergenza è fondamentalmente il risultato di una previsione più ottimistica della domanda interna, sia per i consumi sia per gli investimenti. L’UPB segnala inoltre il rischio concreto di un quadro internazionale meno favorevole di quello ipotizzato dal MEF, che avrebbe ripercussioni negative non solo sulla crescita reale ma anche, attraverso il canale di una minore inflazione, sul PIL nominale. Quanto al posticipo di un anno (al 2018) del raggiungimento del pareggio di bilancio in termini strutturali, annunciando una spending review più graduale a fronte di tagli di imposte e nuovi programmi di spesa con effetti permanenti sui saldi, anche grazie ai più ampi margini di deficit programmato, che tuttavia devono essere riassorbiti entro il 2018, il Presidente Pisauro rileva come sia probabile che questo scenario comporti dal 2017 una disattivazione soltanto parziale delle clausole di salvaguardia. L’UPB valuta che il nuovo percorso di avvicinamento al pareggio di bilancio sia coerente con le regole europee secondo i margini di flessibilità recentemente specificati dalla Commissione europea. Tuttavia, la richiesta di fruire dei margini aggiuntivi (+0,1 per cento del PIL per le riforme strutturali e +0,3 per cento per gli investimenti) deve ancora essere accolta dalle istituzioni europee sulla base di una verifica delle condizioni di accesso. Infine, la regola del debito, che risulta rispettata per un margine esiguo (solo 0,1 punti percentuali di PIL nel 2018), presenta i maggiori fattori di rischio. La stima ufficiale infatti si basa su una serie di ipotesi favorevoli, in particolare sulle entrate da privatizzazioni e sulla crescita nominale del PIL, quest’ultima già valutata dall’UPB come poco prudenziale per gli anni 2017-18.

 
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