06/09/2021

CQRS169

Un componente della RSU, decaduto in quanto posto in quiescenza, può essere sostituito con il primo dei non eletti appartenenti alla medesima lista anche se quest’ultimo risulta ora affiliato ad altro sindacato?

Il regolamento per la disciplina delle elezioni dell’organismo di rappresentanza dei lavoratori, di cui all’Accordo quadro del 7 agosto 1998, nulla prevede in merito alla decadenza di un dipendente eletto nella RSU per effetto della sua cancellazione dal sindacato nelle cui liste è stato eletto o per effetto della sua iscrizione ad altra organizzazione sindacale. Analoga considerazione vale per i candidati non eletti che rimangano, quindi, possibili subentranti nel caso di dimissioni o di decadenza dell’eletto della stessa lista. Peraltro, come chiarito anche nella circolare Aran n. 1 del 2018 (parte B § 6) non è previsto alcun obbligo per il candidato di essere iscritto o di iscriversi all’organizzazione sindacale nelle cui liste è presentato.

Conseguentemente, poiché la RSU è organismo collegiale unitario, nessuna implicazione può derivare da eventuali mutamenti legati all’appartenenza a singole sigle sindacali dei suoi componenti (o dei possibili subentranti) i quali rappresentano i lavoratori - senza vincolo di mandato - indipendentemente, come detto, dall’iscrizione ad una organizzazione sindacale e a prescindere dalla lista nella quale sono stati eletti.

Sul punto la Suprema Corte di Cassazione sez. lavoro nella sentenza n. 3545 del 7 marzo 2012 chiarisce che “I lavoratori una volta eletti, pertanto, non sono più legati al sindacato nelle cui liste si sono presentati alle elezioni, ma fondano la loro carica sul voto, universale e segreto, dell'intera collettività dei dipendenti aziendali. E tale fondamento permane anche se il lavoratore si dimette dal sindacato nelle cui liste si è presentato e quale che siano le sue successive decisioni (tanto nel caso in cui non aderisca ad alcun sindacato, che nel caso in cui aderisca ad altro sindacato”.