01/04/2020

CQRS137

Se la RSU non ha individuato la figura del coordinatore, l’amministrazione deve tener conto di tutte le richieste attinenti alle relazioni sindacali che arrivano dai singoli componenti indipendentemente dalla condivisione di tutti o di parte degli altri componenti? L’amministrazione può limitarsi a considerare le sole richieste che pervengano a firma della maggioranza?

Nel merito si osserva che, ai sensi dell’art. 8 dell'Accordo collettivo quadro del 7 agosto 1998, la RSU assume le proprie decisioni a maggioranza e la posizione del singolo componente rileva solo all’interno della stessa, ma non all’esterno ove la RSU opera, appunto, come soggetto unitario.

Al riguardo, si ricorda che l’Accordo di interpretazione autentica stipulato il 6 aprile 2004, avente ad oggetto il menzionato articolo 8 ha previsto che:

1. la RSU è uno organismo unitario di rappresentanza dei lavoratori;

2. sul funzionamento della RSU, l'Accordo collettivo quadro del 7 agosto 1998 stabilisce come unica regola che la RSU assume le proprie decisioni a maggioranza dei componenti;

3. le modalità con le quali tale maggioranza si esprime devono essere, eventualmente, definite dalla RSU stessa con proprio regolamento interno;

4. la circostanza che la RSU non si doti di un proprio regolamento, non ne muta la natura, che rimane quella di soggetto sindacale unitario cui si applicano le regole generali proprie degli organismi unitari elettivi di natura collegiale;

5. ne deriva, inoltre, che anche in mancanza di un regolamento di funzionamento, la RSU decide a maggioranza.

Conseguentemente, in mancanza di un Regolamento di Funzionamento e della nomina di un Coordinatore, l’amministrazione dovrà tener conto solo delle richieste inerenti alle relazioni sindacali che pervengano dalla maggioranza della RSU.