01/10/2020

CIRU48

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Qualora un dipendente richieda, per documentati motivi di studio, un periodo di congedo non superiore a due anni, in conformità a quanto disposto dall’art. 4, commi 2 e 4 della legge n. 53/2000 è facoltà dell’amministrazione opporre diniego? Ovvero, in caso di diniego, l’amministrazione deve differire la fruizione del suddetto congedo fino ad un massimo di sei mesi, come indicato dal punto 5 dell’art. 32 C.C.N.L. 2006/2009? In relazione al comma 7 dell’art. 32 del C.C.N.L. 2006/2009, l’amministrazione è tenuta a concedere il congedo non retribuito per motivi di studio?

Il congedo di cui ai commi 2 e 4 dell’art. 4 della legge n. 53/2000 afferisce al congedo per eventi e cause particolari, mentre per il congedo per la formazione occorre fare riferimento all’art. 5 della stessa legge. Quest’ultimo articolo al comma 4, rinvia alla contrattazione collettiva nazionale la definizione delle modalità di fruizione del congedo in parola. A tal proposito, l’art. 32, comma 5, del CCNL Università 16.10.2008 stabilisce che il congedo per la formazione può essere differito fino ad un massimo di sei mesi al fine di contemperare le esigenze organizzative degli uffici con l’interesse formativo del lavoratore. Pertanto, il CCNL nulla innova rispetto alla previsione di legge per quanto attiene all’ambito discrezionale dell’amministrazione nell’accogliere o nel differire la fruizione del congedo qualora la sua concessione venisse a determinare un grave pregiudizio alla funzionalità del servizio.

 
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