27/04/2009

UNI_007_Orientamenti_Applicativi

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Qualora un dipendente richieda, per documentati motivi di studio, un periodo di congedo non superiore a due anni, in conformità a quanto disposto dall’art.4, commi 2 e 4 della legge n.53/2000 (ai sensi del CCNL del comparto Università 2006/2009 art. 32) è facoltà dell’Amministrazione opporre diniego?Ovvero, in caso di diniego, l’Amministrazione deve differire la fruizione del suddetto congedo fino ad un massimo di sei mesi, come indicato dal punto 5 dell’art.32 C.C.N.L. 2006/2009?In relazione al punto 7 dell’art.32 del C.C.N.L. 2006/2009 l’Amministrazione è tenuta a concedere il congedo non retribuito per motivi di studio?

 

Preliminarmente, il congedo per motivi di studio, richiesto dal dipendente, differisce dal congedo per gravi motivi familiari, di cui ai commi 2 e 4 dell’art. 4 della legge n.53/2000.

Infatti, il congedo per la formazione è previsto dall’art. 5 della citata legge.

Questo articolo opera un rinvio, con il comma 4, alla contrattazione collettiva in merito alle modalità di fruizione del congedo di cui all’oggetto.

A tal proposito, l’ art. 32, comma 5 del CCNL del 16.10.2008 del comparto Università stabilisce che il congedo per la formazione può essere differito fino ad un massimo di sei mesi al fine di contemperare le esigenze organizzative degli uffici con l’interesse formativo del lavoratore.

Pertanto, a parere di questa Agenzia, il CCNL nulla innova rispetto alla legge circa la discrezionalità dell’Amministrazione nell’accogliere o nel differire la fruizione del congedo qualora la concessione del congedo stesso possa determinare un grave pregiudizio alla funzionalità del servizio

 
Banca Dati Contratti Integrativi
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Direttore: Dott. Pierluigi Mastrogiuseppe (interim)

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