15/06/2011

SCU_036_Orientamenti Applicativi

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Le limitazioni retributive previste dall’art. 71, comma 1, del d.l. n. 112 del 25.06.2008, come convertito nella legge n. 133 del 06.08.2008, si applicano anche ai permessi fruiti per assistenza al parente disabile?

In relazione alla questione posta questa Agenzia ritiene opportuno fornire i seguenti elementi di chiarimento :

 

l’art. 15, comma 6 del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola stabilisce che i permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge n. 104/1992 sono retribuiti secondo quanto stabilito dalla legge n. 423/1992, non sono computati ai fini del raggiungimento del limite fissato dai commi precedenti per la cumulabilità dei diversi permessi retribuiti, non riducono le ferie e devono essere fruiti possibilmente in giornate non ricorrenti;

l’art. 71, comma 4 del d. l. n. 112/2008, fermo restando i limiti massimi fissati dalla normativa vigente per le assenze per permesso retribuito dei dipendenti delle pubbliche amministrazioni, rinvia alla contrattazione collettiva e alle specifiche norme di settore la definizione dei termini e delle modalità di fruizione dei permessi retribuiti, sancendo l’obbligatorietà della fruizione ad ore di quei permessi per i quali la legge, i regolamenti e i contratti collettivi ne prevedano la fruizione alternativa in ore o in giorni;

la circolare n. 8 del 2008 del Dipartimento della Funzione Pubblica chiarisce che, la fruizione dei permessi di cui all’art. 33, comma 3 della legge n. 104/1992 per coloro che assistono le persone con handicap in situazione di gravità resta giornaliera tranne per quei contratti che al fine di venire incontro ad esigenze dei dipendenti che prestano assistenza avevano posto la possibilità del frazionamento orario;     
da ultimo la circolare n. 13 del 2010 sempre del Dipartimento della Funzione Pubblica esplicita la portata della legge n. 183/2010 recante “Deleghe al governo in materia di lavori usuranti, di riorganizzazione di enti, di congedi, aspettative e permessi, di ammortizzatori sociali, di servizi per l’impiego, di incentivi all’occupazione, di apprendistato, di occupazione femminile, nonché misure contro il lavoro sommerso e disposizioni in tema di lavoro pubblico e di controversie di lavoro”.

Tale chiarificazione ha ad oggetto la ridefinizione dei lavoratori legittimati a fruire dei permessi di cui all’art. 33, comma 3, della legge n. 104/1992 per assistere persone in situazione di handicap grave, i presupposti oggettivi per il riconoscimento di tali permessi, gli oneri del dipendente e i doveri dell’amministrazione.

Da tutto quanto sopra esposto, quindi, si deduce che i permessi di cui alla legge n. 104/1992 non sono stati oggetto di alcuna decurtazione retributiva non essendo gli stessi equiparati alle assenze per malattia.

 
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