28/06/2017

SCU_102_Orientamenti Applicativi

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In caso di richiesta di  trasformazione  del rapporto di lavoro  da tempo pieno a tempo parziale da parte del personale docente e ATA, quali sono i criteri che l’amministrazione deve seguire?

 

In tema di trasformazione del contratto da tempo pieno a tempo parziale, occorre fare riferimento, sotto il profilo legislativo,  alla legge n. 662  del 1996, nonché agli interventi normativi contenuti nel D.L. n.112/2008, convertito nella legge n. 133/2008, a quelli della legge n. 183/2010, il c.d. collegato lavoro, e da ultimo al d.lgs. n. 81 del 2015 che ha abrogato il d.lgs. n. 61 del 2000.

Per gli aspetti applicativi, occorre anche tener presente la circolare esplicativa del Dipartimento della Funzione Pubblica n. 9 del 2011 ove, fra l’altro, sono state precisate le condizioni “oggettive” e “soggettive”,  necessarie per l’accoglimento dell’istanza del lavoratore, diretta a poter ottenere la trasformazione del rapporto di lavoro.

Le condizioni “oggettive” richieste sono:

-       la capienza dei posti disponibili secondo la percentuale fissata dalla contrattazione collettiva in riferimento alle posizioni della dotazione organica;

-       l’oggetto dell’attività lavorativa autonoma o subordinata che il dipendente intende svolgere a seguito della trasformazione del rapporto;

-       l’impatto organizzativo della trasformazione, che può essere negata quando dall’accoglimento dell’istanza deriverebbe un pregiudizio alla funzionalità dell’amministrazione.

Per quanto concerne invece le “condizioni soggettive”, la circolare evidenzia come la suindicata normativa (art. 73 del D.L. n.112/2008) ha modificato la posizione del dipendente richiedente il part time rispetto all’amministrazione datore di lavoro, in quanto  quest’ultima non ha più l’obbligo di accoglimento dell’istanza del lavoratore, essendo venuto mendo il meccanismo di trasformazione automatica del rapporto di lavoro  entro 60 giorni dalla richiesta, previsto dalle precedenti disposizioni legislative.

Pertanto, per quanto riguarda il comparto Scuola, la verifica circa la sussistenza dei presupposti per la concessione della trasformazione del rapporto di lavoro in part time e sulla mancanza di condizioni preclusive alla stessa, non può che essere svolta dalla istituzione scolastica, in base alle particolari circostanze fattuali che l’amministrazione è tenuta ad analizzare. La  stessa dovrà valutare anche la congruità del regime orario e la collocazione temporale della prestazione lavorativa proposti. In caso di diniego, occorre rappresentare le motivazioni per  permettere al dipendente di conoscere le ragioni della decisione assunta.

Oltre a ciò, anche la disciplina contrattuale, in coerenza con i contenuti delle citate disposizioni legislative, è intervenuta sulla materia con le disposizioni contenute negli artt. 39 ( personale docente)  e  58  (personale ATA) del CCNL del 29.11.2007 del comparto scuola.

In via generale, nell’articolo vengono indicati la percentuale della dotazione organica da destinare a tale finalità, le attività lavorative richieste, le articolazioni orarie, nonché la durata minima delle prestazioni lavorative a tempo parziale sia per il personale docente che per quello ATA, definite rispettivamente dai commi 4 e  5 di entrambi gli articoli sopracitati. La citata normativa ribadisce, inoltre, il principio del  riproporzionamento per alcuni istituti contrattuali, ivi compreso il trattamento economico. Viene, invece,  escluso dalla possibilità di trasformare il rapporto di lavoro da tempo pieno a part-time il  personale che ha la qualifica di DSGA.

In particolare, invece, per quanto riguarda gli aspetti legati alle incompatibilità, al comma 9 dei citati artt. 39 e art. 58, viene chiarito che “Al personale interessato è consentito, previa motivata autorizzazione del dirigente scolastico, l'esercizio di altre prestazioni di lavoro che non arrechino pregiudizio alle esigenze di servizio e non siano incompatibili con le attività d'istituto.”

Inoltre, al comma 13 dell’art. 39, richiamato nell’analogo comma del citato art. 58 del medesimo CCNL, si  fa espresso rinvio all’Ordinanza Ministeriale n. 446 del 22 luglio 1997, adottata dal MIUR, con la quale sono fornite, per tutto il personale scolastico, ulteriori indicazioni  ai fini dell’applicazione del rapporto di lavoro part-time. In particolare, vengono precisati i seguenti aspetti:

-       le quote percentuali delle dotazioni organiche provinciali, da riservare a rapporti a tempo parziale, distinte per ciascun ruolo, profilo professionale e classe di concorso a cattedre,

-       le modalità di presentazione della relativa  domanda,

-       le modalità per la formazione degli elenchi,

-       le articolazioni orarie di tale tipologia lavorativa.

Per quanto riguarda le attività compatibili, nella medesima circolare  viene chiarito  che non è ammesso lo svolgimento di un’altra attività di lavoro subordinato presso una diversa amministrazione pubblica e che non possono essere espletate le attività espressamente vietate dalla legge. In particolare viene, altresì, specificato che le eventuali attività lavorative autonome o subordinate possono essere esplicate solo in quanto compatibili con gli obblighi di servizio e non devono comportare confitto di interessi con le funzioni istituzionali svolte nell’ambito della scuola.

 
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