05/07/2021

CSAN82

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Nell’ambito del patrocinio legale disciplinato dall’art. 26 del CCNL del comparto sanità del 20.9.2001 è possibile pagare o rimborsare anche le spese per i consulenti tecnici sostenute nei procedimenti giudiziari che coinvolgono il personale del comparto? Ed eventualmente con quali criteri?

Si evidenzia che per il personale del comparto resta vigente l’art. 26 del CCNL del personale del Comparto Sanità del 20.09.2001 che non ha subito modifiche e non è stato disapplicato dal nuovo CCNL del 21.5.2018. Il dettato contrattuale di tale norma, a differenza dell’analoga disposizione contrattuale contenuta nell’art. 67 del CCNL dell’Area della Sanità 2016-2018 e nell’art. 82 del CCNL 2016-2018 dell’Area delle Funzioni Locali applicabile alla dirigenza PTA degli enti del SSN, non contiene una espressa estensione del patrocinio legale al consulente tecnico. Tuttavia, l’utilizzo nel comma 1 dell’art. 26 dell’espressione “ogni onere di difesa” sembra favorire una lettura interpretativa che può anche consentire di ricomprendere nel concetto di “ogni onere” anche le spese relative ad eventuali consulenze tecniche.

Si precisa che l’unico limite contrattuale espresso in merito alle spese di consulenza è quello previsto, sia per il personale del comparto sia per quello della dirigenza sanitaria e pta, dal comma 2 dei rispettivi articoli summenzionati il quale dispone che “….Nel caso di conclusione favorevole del procedimento, l’Azienda o Ente procede al rimborso delle spese legali (e anche di consulenza per i dirigenti sanitari e pta) nel limite massimo dei costi a suo carico qualora avesse trovato applicazione il comma 1…”

Essendo assenti altre più precise indicazioni contrattuali in merito, l’individuazione dei criteri per quantificare gli importi  da pagare o rimborsare a titolo di spesa per la consulenza tecnica rientra nell’attività di gestione di esclusiva competenza e responsabilità di ciascuna azienda la quale, sulla base delle specifiche informazioni in suo possesso, potrà assumere le decisioni ritenute legittime ed opportune tenendosi presente, tra l’altro, che secondo il dispositivo dell’art. 201 del codice di procedura civile oltre al consulente tecnico d’ufficio, le parti possono eventualmente nominare un proprio consulente tecnico di parte e che, in entrambi i casi, le spese di consulenza dovrebbero essere dal giudice quantificate e poste a carico della parte soccombente nel proprio decreto di liquidazione delle spese secondo il principio della soccombenza sancito nell’art.91 del codice di procedura civile.

19/04/2020

 
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