10/10/2018

CSAN11b

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Qual è per il personale turnante l’esatta portata applicativa, in relazione al diritto alla pausa mensa o alle modalità sostitutive, dell’art. 27, comma 4, del CCNL 2016/2018 del comparto sanità che disciplina la pausa di 30 minuti?

La previsione dell'art. 27, c. 4, del CCNL del 21/05/2018 trova applicazione, per espressa previsione negoziale, nei confronti del solo personale del Comparo "non turnante", che in applicazione del comma l, dello stesso articolo, effettua una articolazione dell'orario di lavoro su cinque o sei giorni, con orario convenzionale rispettivamente di 7 ore e 12 minuti e di 6 ore. Detto personale, pertanto, qualora la prestazione di lavoro giornaliera ecceda le 6 ore ha diritto di beneficiare di una pausa di almeno 30 minuti al fine di recuperare le energie psicofisiche e di, eventualmente, consumare il pasto.

L'art. 27, comma 3 lett.re b) ed e) disciplina l'orario di lavoro del c.d. "turnista" che nel caso di orario di lavoro articolato, appunto,  in turni continuativi sulle 24 ore, avrà diritto a periodi di riposo conformi alle previsioni dell'art. 7, del D. Lgs.vo n. 66/2003, tra i turni per consentire il riposo psico-fisico. Ovviamente detto personale non è destinatario della norma di cui al comma 4 dello stesso articolo.

Tuttavia, per quanto attiene più specificamente al diritto alla mensa o alle modalità sostitutive,  l'art.   29 del CCNL   integrativo  del   20/9/2001,  modificato   dall'art 4  del CCNL del 3 1/07l 2009 del Comparto Sanità, riconosce il diritto alla mensa o alla modalità sostitutiva  "nei giorni di effettiva presenza a lavoro in relazione alla particolare articolazione dell'orario di lavoro" (comma 2) e prevede altresì che "il pasto va consumato fuori dall'orario di lavoro. Il tempo impiegato per il consumo del pasto è rilevato con i normali mezzi di controllo dell’ orario e non deve essere superiore a 30 minuti" (comma 3).

Come è evidente la norma contrattuale non pone  limitazione  alcuna  al  godimento  della pausa mensa/pasto in relazione al turno assegnato che dovrà però essere esercitata nell' intervallo tra due periodi di attività lavorativa.

Lo stesso articolo 29 del CCNL del 20.9.2001 del resto riconosce che "In ogni caso l'organizzazione e la gestione dei suddetti  servizi,  rientrano  nell'autonomia  gestionale  delle aziende" individuando così uno autonomo spazio decisionale  e gestionale per le aziende che si estrinseca solitamente  con un regolamento  che di  solito è quello più  generale  sull'orario  di lavoro da adottarsi nel rispetto della legislazione vigente  ivi  incluso  il  D.Lgs  66/2003,  delle  linee  di indirizzo emanate dalla regione e delle relazioni sindacali tenendo  presente  che  alla  norme  pattizie sono sopravvenute  le disposizioni  normative  del  D.Lgs  150/2009 e s.m.i. che hanno  modificato  l'assetto delle relazioni  sindacali.

11/09/2018

 
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