31/07/2012

RAL_1351_Orientamenti Applicativi

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Un ente intende istituire il pagamento da parte dell’utente dei diritti di istruttoria in alcune materie (ed esempio, urbanistica – edilizia: rilascio permessi a costruire, DIA, ecc.; ambiente- agricoltura: piani di utilizzazione agronomica; commercio: rilascio autorizzazioni attività commerciali; ecc.), che, per una quota del 50%, dovrebbero essere destinati al personale che segue l’istruttoria. Questa quota potrebbe rientrare tra le risorse dell’art.15, comma 2, lett.k), del CCNL dell’1.4.1999, che consente di far confluire tra quelle destinate alla contrattazione decentrata integrativa “ le risorse che specifiche disposizioni di legge finalizzano alla incentivazione di prestazioni o di risultati del personale …… ”? La disposizione applicabile sembra essere l’art.43 della Legge n.449/1997, che disciplina i servizi pubblici non essenziali da sottoporre a contributo da parte dell’utente? Tali diritti sono dovuti al personale o vi è la facoltà dell’ente di applicarli discrezionalmente? Ove possibile, la previsione del 50% può ritenersi congrua?

Nella particolare fattispecie esposta non sembrano sussistere i presupposti per l’applicazione dell’art.15, comma 1, lett.k), del CCNL dell’1.4.1999.

Occorre, infatti, ricordare che tale clausola contrattuale fa riferimento solo alle “…risorse che specifiche disposizioni di legge finalizzano alla incentivazione di prestazioni o di risultati del personale, da utilizzarsi secondo la disciplina dell'art. 17”.

Nel caso in esame mancano del tutto queste specifiche fonti legislative che prevedono particolari risorse finalizzate espressamente destinate all’incentivazione del personale.

Gli esempi tipici di tale casistica sono le disposizioni dell’art.92 del D.Lgs.n.163/2006, in materia di incentivi alla progettazione; quelle dell’art.3, comma 57, della Legge n.662/1996 e dell’art.59, comma 1, lett.p) del D.Lgs.n.446/1007, in materia di recupero evasione ICI; quelle dell’art.32, comma 40, del D.L.n.269/2003 convertito nella Legge n.326/2003, in materia di attività istruttorie per il condono edilizio.

Neppure può ritenersi che la fonte legislativa legittimante possa identificarsi con le disposizioni dell’art.43 della Legge n.449/1997, dato che queste rappresentano un’autonoma e distinta forma di possibile incremento delle risorse decentrate variabili.

Spetta al singolo ente la valutazione in ordine alla effettiva sussistenza delle condizioni legittimanti l’eventuale incremento delle risorse variabili, così come previste dalla disciplina legale.

Eventuali problematiche inerenti alla riconducibilità o meno di una determinata fattispecie alla disciplina generale della citata Legge n.449/1997, traducendosi in problematiche inerenti alla definizione dell’esatta portata applicativa della normativa legale, dovranno essere sottoposte direttamente al Dipartimento della funzione Pubblica istituzionalmente competente in materia di interpretazione delle norme di legge concernenti il rapporto di lavoro pubblico.

Da un punto di vista generale, non può non tacersi qualche perplessità in ordine alla riconducibilità delle diverse ipotesi prospettate all’art.43 della Legge n.449/1997, in quanto le stesse sembrano rientrare, piuttosto, tra i compiti istituzionali dell’ente e, quindi, non nella nozione di servizi pubblici non essenziali o di prestazioni non connesse a garanzia di diritti fondamentali, delineata dalla disciplina legale.

Relativamente a tale aspetto, pertanto, anche al fine di evitare il determinarsi di situazioni di possibile danno erariale, può acquistare un rilievo significativo l’interpretazione del citato Dipartimento della Funzione Pubblica.

Per ciò che attiene alle specifiche problematiche poste, si deve poi specificare quanto segue:

a) ove dovessero ritenersi sussistenti i presupposti per la effettiva applicazione delle previsioni dell’art.43 della legge n.449/1997, l’ente potrà acquisire le relative risorse, la cui entità dovrebbe essere predefinita in un apposito regolamento, nel rispetto delle previsioni di legge (anche su questo punto può essere sicuramente utile l’acquisizione dell’avviso del Dipartimento della Funzione Pubblica);

b) non sussistono “diritti” dei lavoratori alla percezione di indennità o compensi accessori (comunque denominati). La materia deve essere sempre e preventivamente disciplinata dalla contrattazione decentrata che deve stabilire i criteri e le condizioni (e non le persone) per la individuazione degli incarichi o delle attività cui possono essere correlati i diversi compensi nonché le somme complessivamente destinate al finanziamento dei vari istituti. Pertanto, saranno le parti negoziali in sede decentrata a stabilire le modalità di utilizzo delle risorse disponibili, nell’ambito dei vari istituti previsti dall’art.17 del CCNL dell’1.4.1999, a favore del personale interessato alle diverse attività o iniziative indicate nel richiamato art.43 della legge n.449/1997.

 
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Direttore: Dott. Gianfranco Rucco

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