31/07/2012

RAL_1348_Orientamenti Applicativi

Stampa PDF

L’art.4, comma 3, del CCNL del 5.10.2001 prevede la possibilità di erogare compensi incentivanti al personale soggetto in applicazione dall’art.3, comma 57 della legge n.662 del 1996 e dall’art.59, comma 1, lett. p) del D.Lgs.n.446 del 1997 impegnati nel “potenziamento degli uffici tributari”.

Ai fini della corretta applicazione di tale disciplina in sede di contrattazione integrativa si pongono i seguenti quesiti:

a) le norme di legge fanno riferimento al “potenziamento degli uffici tributari” ma, in sede di contrattazione integrativa, si può fare riferimento al recupero evasione ICI e ad altri aspetti o attività tipiche degli uffici tributari (bonifiche banche dati, ecc.)?

b) ai fini dell’riconoscimento degli incentivi è opportuno predisporre un regolamento che sia approvato in allegato alla CID contenente gli obblighi ed i diritti reciproci dei dipendenti e del comune?

c) potrebbe esserci un limite quantitativo all’incentivo da riconoscere ai dipendenti?

d) l’attività dei dipendenti deve essere svolta entro o al di fuori dell’orario di servizio?

e) Qualora l’attività fosse svolta fuori dall’orario di servizio, le ore di straordinario, previa regolare autorizzazione del capo settore/servizio possono essere regolarmente retribuite/recuperate?

I medesimi quesiti sono rivolti anche per l’attività eventualmente svolta, ai sensi dell’art.1, comma 1, della legge n.248/2005.

In relazione alla complessiva problematica prospettata, si ritiene utile precisare quanto segue:

 

a) l’art.4, comma 3, del CCNL del 5.10.2001, si è limitato solo a specificare che, nelle risorse aggiuntive per la contrattazione decentrata integrativa previste dall’art.15, comma 1, lett. k) del CCNL dell’1.4.1999, devono considerarsi ricomprese anche quelle derivanti dall’applicazione dall’art.3, comma 57 della legge n.662 del 1996 e dall’art.59, comma 1, lett. p) del D.Lgs.n.446 del 1997, relative al recupero ICI; pertanto, la disciplina contrattuale ha solo consentito espressamente l’inserimento tra le risorse della contrattazione decentrata integrativa anche di quelle connesse al recupero ICI, senza in alcun modo intervenire (né avrebbe avuto titolo a farlo) sulle modalità di determinazione e quantificazione delle stesse;

b) sia la legge sia la disciplina contrattuale prendono in considerazione esclusivamente le attività connesse al recupero ICI, prevedendo che parte delle risorse derivanti da tali attività possono essere destinate alla incentivazione del personale;

c) la disciplina dell’art. 3, comma 57, della legge n.662/1996 e dell’art. 59, comma 1, lett. p) del D.Lgs.n.446/1997 risulta finalizzata espressamente ed esclusivamente ad incentivare le prestazioni del personale addetto all’attività connessa al recupero ICI, e, in tale preciso ambito, è stata fatta propria dalla regolamentazione negoziale, per ciò che attiene all’individuazione di dipendenti destinatari dei trattamenti accessori, finanziati attraverso le suddette fonti legislative. Non sembra, pertanto, possibile estendere la regolamentazione, legale e contrattuale, di cui si tratta a categorie di personale diverse da quelle individuate dal legislatore;

d) nell’apposito regolamento previsto dall’art.59, comma 1 lettera p) del D.Lgs.n.446/97, a tal fine adottato dall’ente, è, quindi, possibile (ma non obbligatorio) prevedere che, ai fini del potenziamento degli uffici tributari del comune, ai sensi dell'articolo 3, comma 57, della legge 23 dicembre 1996, n. 662, possano essere attribuiti compensi incentivanti al personale impegnato nelle attività di recupero dell’evasione ICI;

e) con il suddetto regolamento, l’ente deve limitarsi solo a prevedere la possibilità di destinare risorse alla specifica finalità di incentivare il personale impegnato nelle attività di recupero dell’evasione ICI e a quantificarle;

f) dalle citate disposizioni di legge emerge chiaramente, che, se il Comune non esercita la facoltà riconosciutagli dall’art.59, comma 1 lettera p) del D.Lgs.n.446/97, non vi sono risorse da far confluire nel fondo ex art.15, comma 1 lettera k) del CCNL dell’1.4.1999 per gli incentivi ICI;

g) spetta, invece, al contratto integrativo decentrato stabilire, ai sensi dell’art.4, comma 2, lettera h) del CCNL dell’1.4.1999 i criteri e le modalità di attribuzione delle forme di incentivazione delle specifiche attività e prestazioni correlate alla utilizzazione di tali risorse (v. anche art.15, comma 1 lettera -k- CCNL 1.4.1999 e art.4, comma 3 CCNL 5.10.2001) a favore evidentemente dei destinatari direttamente individuati dalla legge; in questa sede, pertanto, saranno definiti l’entità dei possibili compensi e gli obiettivi ed i risultati il cui conseguimento legittima l’erogazione degli stessi;

h) come evidenziato dall’ANCI, i compensi di cui si tratta sono correlati al raggiungimento di precisi obiettivi di recupero dell’evasione ICI, in termini di effettivo incasso e non di valori meramente accertati, e su questi valori deve essere calcolata la percentuale annuale;

i) anche a prescindere dalla particolare situazione prospettata, la scrivente Agenzia, nei propri orientamenti applicativi, come principio generale, ha sempre escluso la possibilità di progetti di produttività o di progetti obiettivo o, comunque, particolari, per l’erogazione di specifici incentivi, svolti al di fuori dell'orario di lavoro; infatti; il D.Lgs.n.66/2003 ha introdotto la suddistinzione dell’orario di lavoro nelle due sole categorie dell’orario di lavoro ordinario e straordinario, con conseguente esclusione di un tertium genus rappresentato dal lavoro o dalle attività svolte fuori dell’orario di lavoro; pertanto, questo, in via eccezionale può ammettersi solo nel caso in cui vi sia un’espressa fonte legislativa che lo prevede espressamente, come ad es. la legge n.326/2003 (attività istruttoria connessa al condono edilizio), dato che la legge può sempre derogare al principio generale stabilito da altra legge;

j) in relazione alle previsioni dell’art.1, comma 1, della legge n.248/2005, non sembra che tale fattispecie possa rientrare nella portata applicativa dell’art.15, comma 1, lett. k), del CCNL dell’1.4.1999; infatti, questa clausola contrattuale consente di far confluire tra quelle destinate alla contrattazione decentrata integrativa solo “le risorse che specifiche disposizioni di legge finalizzano alla incentivazione di prestazioni o di risultati del personale …… ”; tale condizione, sulla base della formulazione del testo della norma legale, non sembra rinvenirsi nel caso prospettato.

 
Banca Dati Contratti Integrativi
Direzione Contrattazione 2

Tel. 06.32.483.262
Fax. 06.32.483.212
Direttore: Dott. Gianfranco Rucco

Iscriviti alla newsletter - AranSegnalazioni