10/02/2014

RAL_1656_Orientamenti Applicativi

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Il personale assunto a termine beneficia dei trattamenti economici accessori a carico delle generali risorse, di cui all’art.15 del CCNL dell’1.4.1999 oppure è necessario costituire, per tale finalità, un fondo a parte a carico del bilancio dell’ente stesso? Si può fare riferimento alla Dichiarazione congiunta n.6 allegata al CCNL del 22.1.2004?

 

 

Relativamente alla problematica esposta, si ritiene utile precisare quanto segue:

a)   in base alle generali previsioni dell’art.6 del D.Lgs.n.368/2001 (“principio di non discriminazione”) e a quelle specifiche dell’art.7 del CCNL del 14.9.2000, al personale assunto con contratto a termine  si applica lo stesso trattamento normativo ed economico previsto per il restante personale a tempo indeterminato, purché compatibile con la particolare natura del rapporto a termine; è evidente che, relativamente al trattamento economico, non sussistono apprezzabili motivazioni, connesse alle caratteristiche del contratto a termine, idonee a giustificare una eventuale deroga al principio generale di “non discriminazione”;

b)   la garanzia economica a favore dei lavoratori con contratto a termine riguarda non solo il trattamento stipendiale, ma anche tutte le altre voci del trattamento accessorio; pertanto, questi beneficiano sia dei compensi legati alla durata ed alle caratteristiche della prestazione lavorativa (ad. es. straordinario, turno, ecc.) sia di quelli correlati alle specifiche condizioni o modalità di esecuzione della stessa (indennità di rischio, di disagio, maneggio valori, ecc.), nel rispetto delle medesime regole valevoli per la generalità dei lavoratori a tempo indeterminato, come stabiliti dalla contrattazione collettiva nazionale e da quella integrativa; ugualmente, non vi sono motivi e ragioni giuridiche che possono giustificare, senza violare il principio di non discriminazione, l’esclusione di questa categoria di personale, e per il solo fatto di essere titolari di un contratto a termine, dai sistemi di produttività adottati dall’ente, ai sensi delle vigenti disposizioni legali e contrattuali (art.37 del CCNL del 22.1.2004), ove questi riguardino la generalità degli altri dipendenti a tempo indeterminato;  in tal senso, si è già pronunciata la scrivente Agenzia in diversi orientamenti applicativi;

c)    in relazione alle risorse finanziarie da destinare al trattamento economico accessorio del personale, si deve ricordare che le fonti di alimentazione di queste ultime, sia di natura stabile che variabile, a parte gli incrementi disposti direttamente dal CCNL (da ultimo, le previsioni dell’art.8 del CCNL dell’11.4.2008), sono solo quelle indicate, espressamente e tassativamente, nell’art.31, commi 2 e 3, del CCNL del 22.1.2004;

d)   in proposito corre anche l’obbligo di aggiungere che le risorse previste dal CCNL per il finanziamento del trattamento economico accessorio comprendono, comunque, una quota relativa  al  personale  a  termine; infatti,  normalmente queste risorse sono quantificate dal CCNL attraverso la previsione di una  percentuale da applicare poi sul monte salari del personale relativo ad un determinato anno (da ultimo al monte salari relativo all’anno 2005, come previsto dall’art.8 del CCNL dell’11.4.2008); ebbene, nella nozione di monte salari utilizzata come base di calcolo rientrano anche gli ammontari di spesa relativi al personale assunto a termine, per cui una quota del risultato si deve ritenere connessa a tale tipologia di dipendenti; nella nozione di “monte salari”, infatti, sono ricomprese tutte le somme corrisposte nell'anno di riferimento, determinate sulla base dei dati inviati da ciascun Ente, ai sensi dell'art. 60 del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165, in sede di rilevazione del conto annuale, e con riferimento ai compensi corrisposti al personale destinatario del CCNL in servizio in tale anno, sia con contratto a tempo indeterminato che a termine. Tali somme ricomprendono quelle corrisposte a titolo di trattamento economico sia principale che accessorio, ivi comprese le incentivazioni, al netto degli oneri accessori a carico dell'amministrazione e con esclusione degli emolumenti non correlati ad effettive prestazioni lavorative (assegni per il nucleo familiare, indennità di trasferimento, gli oneri per i prestiti al personale e per le attività ricreative, le somme corrisposte a titolo di equo indennizzo ecc.) e degli emolumenti arretrati relativi ad anni precedenti;

e)   non esistono, quindi, disposizioni contrattuali che espressamente consentano una diversa, specifica ed autonoma quantificazione delle risorse decentrate da destinare al salario accessorio del personale assunto a termine;

f)     la Dichiarazione congiunta n. .6 allegata al CCNL del 22.1.2004 espressamente precisa che gli oneri per il trattamento economico accessorio del personale assunto con contratto di lavoro a termine, sulla base di fonti legislative speciali sia nazionali che regionali, come regola generale dovrebbero fare carico alla quota di finanziamento disposta direttamente dalla legge;

g)   la stessa dichiarazione prevede anche che (evidentemente in mancanza di previsioni in materia nella fonte legislativa), nelle medesime fattispecie considerate, è possibile porre gli oneri di cui si tratta  a carico dei bilanci degli enti che hanno proceduto all’assunzione di lavoratori a termine, nel rispetto dei relativi equilibri e, ovviamente, sempre che sussista la relativa capacità di spesa; è evidente che le risorse che in tal modo si pongono a disposizione non possono che essere di natura variabile;

h)   pertanto, ove la legge regionale abbia  previsto direttamente il finanziamento per le assunzioni a termine, non possono non nutrirsi perplessità sulla possibilità di incrementare le risorse decentrate in relazione al personale assunto, in quanto la fattispecie, formalmente, dovrebbe rientrare nella prima parte della Dichiarazione congiunta n.6;

i)     spetta, in ogni caso, ai singoli enti, in relazione alle circostanze del singolo caso concreto, valutare la sussistenza delle condizioni legittimanti l’applicazione delle indicazioni contenute nella citata Dichiarazione congiunta n.6;

j)     si precisa, infine, che le dichiarazioni congiunte allegate ai CCNL si limitano solo ad esprimere valutazioni condivise dalle parti, quale sussidio per una lettura applicativa delle clausole contrattuali. Pertanto, esse non possono essere considerate come clausole contrattuali in senso proprio, aventi cioè portata normativa e prescrittiva (né essere equiparate alle stesse) e, conseguentemente, non possono legittimare alcuna maggiore spesa;

k)    in ogni caso, eventuali incrementi dovrebbero essere attentamente valutati sotto il profilo degli effetti che ne conseguono sul bilancio dell’ente, in particolar modo ai fini del rispetto del patto di stabilità e dei diversi parametri, posti dalle norme di legge, che vincolano la spesa di personale degli enti, nonché delle rigorose previsioni dell’art.9, comma 2-bis, della legge n.122/2010.

 
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