04/06/2011

RAL334_Orientamenti Applicativi

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Secondo il CCNL, la tariffa del lavoro aggiuntivo prestato dal personale in part-time deve essere calcolata sulla retribuzione globale di fatto percepita dal dipendente nel mese in cui è stata effettuata la prestazione stessa; questo può creare qualche problema se, nel mese di riferimento, al dipendente sono state corrisposte somme arretrate che fanno lievitare sensibilmente l’importo della retribuzione globale di fatto: in simili casi, è possibile escludere dalla base di calcolo tali somme arretrate ?


a)      la disciplina del trattamento economico del lavoro aggiuntivo prestato dal personale con rapporto di lavoro a tempo parziale trova il suo fondamento nell’art.3 del D.Lgs.n. 61/2000, e successive modificazioni ed integrazioni, nonché nell’art.6, comma 4, del CCNL del 14.9.2000, che a tal fine prescrivono che esso debba essere calcolato sulla base della retribuzione globale di fatto percepita dal dipendente nel mese in cui è stata effettuata la prestazione stessa;

b)      la nozione di retribuzione globale di fatto è chiaramente indicata nell’art.52, comma 2, lettera d), del CCNL del 14.9.2000 (ora art.10, comma 2, lett.d), del CCNL del 9.5.2006) che esclude dalla stessa solo le somme corrisposte a titolo di rimborso spese o a titolo di indennizzo nonché quelle pagate per trattamento di missione fuori sede e per trasferimento;

c)       conseguentemente, se nel mese di riferimento al dipendente sono stati corrisposti compensi per lavoro aggiuntivo relativi a prestazioni rese in precedenti periodi temporali, questi non possono essere esclusi dal computo, stante la precisa prescrizione legale e contrattuale.

 
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