07/08/2012

RAL_1411_Orientamenti Applicativi

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Quali sono i vincoli posti dalla legge e dalla disciplina contrattuale per richiedere prestazioni di lavoro aggiuntivo al personale con rapporto a tempo parziale orizzontale, con orario di 30 ore settimanali distribuite su sei giorni? Le nozioni di lavoro aggiuntivo e lavoro supplementare, utilizzate dalla legge e dal CCNL sono sinonimi?

In materia, si precisa quante segue:

 

1) sostanzialmente, il “lavoro aggiuntivo” rappresenta il lavoro straordinario effettuato dal dipendente nell’ambito di un rapporto di lavoro a tempo parziale di tipo orizzontale; la dizione di “lavoro aggiuntivo” utilizzata dall’art.6 del CCNL del 14.9.2000 deve considerarsi sinonimo di quella di “lavoro supplementare”, utilizzata, per la medesima fattispecie dal D.Lgs.n.61/2000 e successive modificazioni ed integrazioni;

2) le prestazioni di lavoro aggiuntivo (rapporto di lavoro a tempo parziale orizzontale) possono essere legittimante richieste, ai sensi dell’art.6, commi 2 e 3, del CCNL del 14.9.2000, solo nel rispetto dei vincoli quantitativi ivi previsti (10% della durata dell’orario di lavoro a tempo parziale riferita a periodi non superiori al mese e da utilizzare nell’arco di più di una settimana) ed in presenza di “specifiche e comprovate esigenze organizzative o in presenza di particolari situazioni di difficoltà organizzative derivanti da concomitanti assenze di personale non prevedibili ed improvvise;

3) per il lavoro aggiuntivo è richiesto, come elemento necessario per la sua legittimità, il consenso del lavoratore;

4) per il lavoro aggiuntivo (art.6, commi 4) è previsto un compenso specifico e significativo che, proprio per la maggiore spesa che comporta per l’ente, dovrebbe limitarne il ricorso solo alle ipotesi di effettiva necessità, come previste dalla disciplina contrattuale; si ricorda che il suddetto compenso deve trovare copertura esclusivamente nelle generali risorse destinate al finanziamento del lavoro straordinario, ai sensi dell’art.14 del CCNL dell’1.4.1999;

5) nel caso di superamento del tetto massimo stabilito dall’art.6, comma 2, del CCNL del 14.9.2000, per le ulteriori ore di lavoro aggiuntivo, il datore di lavoro è sanzionato con la previsione di una misura ancora più elevata, fermo restando che i conseguenti oneri restano sempre a carico delle risorse di cui all’art.14 del CCNL dell’1.4.1999;

6) il lavoratore a tempo parziale può richiedere il consolidamento nell’orario di lavoro del lavoro aggiuntivo svolto in via non meramente occasionale, previa verifica sull’utilizzo del lavoro aggiuntivo per più di sei mesi;

7) la disciplina del consolidamento rappresenta un sorta di sanzione indiretta per il datore di lavoro pubblico che ha utilizzato le prestazioni dello stesso al di là dei vicoli di durata previsti per questa tipologia di rapporto nel contratto individuale formalmente stipulato per la costituzione del rapporto a tempo parziale;

8) l’effettuazione delle prestazioni di lavoro aggiuntivo, come detto, deve essere sempre formalmente e preventivamente autorizzata, con conseguente assunzione di responsabilità, dal dirigente o dal responsabile del servizio, sempre e comunque nell’ambito delle generali risorse per il lavoro straordinario, di cui all’ art.14 del CCNL del 14.9.2000; questo aspetto acquista un particolare rilievo ove si consideri il maggiore costo, rispetto a quello del lavoro straordinario di cui all’art.38 del CCNL del 14.9.2000, del lavoro aggiuntivo o del lavoro straordinario effettuato in violazione dei vincoli contrattuali;

9) la disciplina contrattuale, quindi, massima attenzione da parte del datore di lavoro nella autorizzazione di lavoro aggiuntivo, proprio per evitare, non solo il maggiore costo di queste tipologie di prestazioni di lavoro, ma anche il determinarsi dei presupposti per una situazione stabile di maggiore spesa, rappresentata da un incremento dell’orario di lavoro del personale a tempo parziale, al di là di quanto previsto in sede di costituzione del rapporto di lavoro a tempo parziale;

10) infatti, un aspetto delicato da considerare, anche sotto il profilo delle eventuali responsabilità, è quello che, per effetto del consolidamento, si potrebbe determinare un contrasto con i vincoli in materia di assunzioni e di contenimento della spesa stabiliti dalle leggi finanziarie. Con la nota circolare n.46078 del 18.10.2010, il Dipartimento della Funzione pubblica ha riaffermato che le trasformazioni del rapporto di lavoro da tempo parziale a tempo pieno che rientrano nel regime vincolistico delle assunzioni (e quindi sono assoggettate ad autorizzazione per le sole amministrazioni statali) comprendono anche gli incrementi di orario di lavoro del personale assunto con rapporto di lavoro a tempo parziale.

 
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