06/08/2012

RAL_1399_Orientamenti Applicativi

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In relazione alla disciplina dell’art. 6, comma 7, del CCNL del 14.9.2000, ove il lavoratore a tempo parziale richieda l’applicazione della regola del consolidamento del lavoro aggiuntivo o straordinario effettuato nel proprio orario di lavoro, la verifica che la prestazione lavorativa aggiuntiva o supplementare sia stata effettuata in via non meramente occasionale per più di sei mesi deve essere necessariamente riferita ad un arco temporale continuativo?

 

In ordine a tale particolare problematica, si ritiene necessario precisare quanto

a) in materia di rapporto di lavoro a tempo parziale l’art.6, comma 7, del CCNL del 14.9.2000 sostanzialmente ripete le previsioni dell’art.3, comma 6, del D.Lgs.n.61/2000, successivamente prima sostituite dall'art. 1, D.Lgs. 26 febbraio 2001, n. 100 e poi abrogate dall'art. 46 del D.Lgs. 10 settembre 2003, n. 276;

b) in mancanza non solo di una regola espressa, ma anche di prassi applicative consolidate e di precedenti giurisprudenziali in materia, si può ritenere che la disciplina contrattuale abbia individuato una soglia (il superamento dei sei mesi di lavoro aggiuntivo o supplementare), oltre la quale scatta la sanzione rappresentata dalla circostanza che il lavoratore a tempo parziale può chiedere il consolidamento nel proprio orario di lavoro, così come risultante dal contratto individuale a tempo parziale sottoscritto, delle ore di lavoro, straordinario o supplementare;

c) trattandosi di una soglia, si ritiene che in qualunque momento dello svolgimento del rapporto a tempo parziale, il dipendente possa chiedere la verifica dell’eventuale superamento;

d) a tal fine, evidentemente, la verifica sarà fatto all’arco temporale precedente il momento in cui essa viene richiesta, facendo attenzione alla circostanza che deve trattarsi di prestazioni aggiuntive o straordinarie non solo eccedenti i limiti contrattuali ma svolte anche in via non occasionale, quindi, con carattere di sostanziale continuità nel tempo;

e) tale elemento può ritenersi certamente presente nel caso in cui queste prestazioni, ad esempio, siano state rese continuativamente nei sei mesi antecedenti la verifica;

f) potrebbe, tuttavia, ammettersi anche una diversa ipotesi e cioè che le prestazioni, pure intervallate fra di loro, presentino una continuità sostanziale come nell’ipotesi di lavoro aggiuntivo o straordinario effettuato, ad esempio, per otto o nove mesi su un periodo di riferimento complessivo di dodici mesi antecedenti il momento della verifica;

g) rilevanti periodi intervallo tra le diverse prestazioni potrebbero farle rientrare nella nozione di “meramente occasionale” e, quindi, escluderle dalla valutazione ai fini del consolidamento.

Si coglie anche l’occasione per richiamare alcune indicazioni relative alla disciplina dell’istituto.

  1. la disciplina del consolidamento rappresenta una sorta di sanzione indiretta per il datore di lavoro pubblico che ha utilizzato le prestazioni dello stesso al di là dei vicoli di durata previsti per questa tipologia di rapporto nel contratto individuale formalmente stipulato per la costituzione del rapporto a tempo parziale;
  2. l’effettuazione delle prestazioni di lavoro aggiuntivo o straordinario deve essere sempre formalmente e preventivamente autorizzata, con conseguente assunzione di responsabilità, dal dirigente o dal responsabile del servizio, sempre e comunque nell’ambito delle generali risorse per il lavoro straordinario, di cui all’ art.14 del CCNL del 14.9.2000; questo aspetto acquista un particolare rilievo ove si consideri il maggiore costo, rispetto a quello del lavoro straordinario di cui all’art.38 del CCNL del 14.9.2000, del lavoro aggiuntivo o del lavoro straordinario effettuato in violazione dei vincoli contrattuali;
  3. la disciplina contrattuale, quindi, richiedeva e richiede massima attenzione da parte del datore di lavoro nella autorizzazione di lavoro aggiuntivo o supplementare, proprio per evitare, non solo il maggiore costo di queste tipologie di lavoro, ma anche il determinarsi dei presupposti per una situazione stabile di maggiore spesa, rappresentata da un incremento dell’orario di lavoro del personale a tempo parziale, al di là di quanto previsto in sede di costituzione del rapporto di lavoro a tempo parziale (anche con riferimento alle leggi regionali che hanno consentito alle leggi regionali che hanno consentito l’assunzione a termine con rapporto parziale);
  4. un aspetto delicato da considerare, anche sotto il profilo delle eventuali responsabilità, è quello che, per effetto del consolidamento, si potrebbe determinare un contrasto con i vincoli in materia di assunzioni e di contenimento della spesa stabiliti dalle leggi finanziarie.
 
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