18/07/2012

RAL_1296_Orientamenti Applicativi

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Le indennità del personale dell’Area della vigilanza, di cui all’art.37, comma 1, lett. b), primo e secondo periodo, del CCNL del 6.7.1995, con le integrazioni introdotte dall’art.16 del CCNL del 22.1.2004, devono essere riproporzionate in caso di rapporto di lavoro a tempo parziale?

Ai fini della definizione del trattamento economico del personale con rapporto di lavoro a tempo parziale, la regola fondamentale in materia è quella del riproporzionamento dello stesso, in relazione alla ridotta durata della prestazione lavorativa, con riferimento a tutte le competenze fisse e periodiche, sancita espressamente dall’art. 6, comma 9, del CCNL del 14.9.2000.

Trattandosi, quindi, di un vincolo rigido e generale stabilito direttamente dal CCNL esso riguarda tutte, indistintamente, le voci del trattamento economico del personale titolare di tale tipologia di rapporto e, quindi, anche le indennità di vigilanza, di cui all’art.37, comma 1, lett.b),  primo e secondo periodo, del CCNL del 6.7.1995, come integrato dall’art.16 del CCNL del 22.1.2004.

In proposito si può anche evidenziare che un diverso comportamento (di erogazione piena del compenso) potrebbe risultare del tutto ingiustificato e irragionevole, anche in considerazione della circostanza che un lavoratore a tempo parziale rende comunque una prestazione ridotta rispetto ad un lavoratore a tempo pieno e, conseguentemente, si riduce anche la quantità delle attività che giustificano l’erogazione del compenso.

In sostanza, si ritiene che sussiste sempre uno stretto legame tra tempo di lavoro, attività lavorativa e quantificazione dell’emolumento ad essa connesso.

 
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