17/07/2012

RAL_1293_Orientamenti Applicativi

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Un ente ha operato il cambio di qualifica, da ausiliari del traffico ad agenti di pubblica sicurezza, di alcuni lavoratori, ex LSU, in servizio con contratto di lavoro a termine e a tempo parziale. A tali lavoratori è stata conferita dal Prefetto la qualità di agente di pubblica sicurezza fino alla scadenza del contratto di lavoro a termine. E’ possibile riconoscere a questo personale l’indennità di cui all’art.37, comma 1, lett.b), del CCNL del 6.7.1995?

L’indennità di cui all’art. 37, comma 1, lett. b) primo periodo del CCNL del 6.7.1995 (indennità di pubblica sicurezza), come modificato dall’art.16, comma 1, del CCNL del. 22.1.2004, può essere legittimamente riconosciuta solo al personale che, inquadrato in profili dell’area della vigilanza ed in possesso della qualifica di agente di pubblica sicurezza conferita dal Prefetto, ai sensi della legge 469/1978, esercita in modo concreto tutte le funzioni previste dagli artt. 5 e 10 della legge n. 65/1986 (Dipartimento della Funzione pubblica, nota n. 698 del 2 febbraio 2001).

L’indennità in parola, pertanto, non solo non costituisce un’indennità professionale legata esclusivamente al mero possesso di un determinato profilo professionale né la stessa può collegarsi soltanto al possesso della qualifica prefettizia o allo svolgimento di funzioni similari, ma presuppone sempre e necessariamente anche l’effettivo esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria, di servizio di polizia stradale e delle funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza. Per tali ragioni non può essere corrisposta al personale che non espleti tutte le predette funzioni”.

Deve trattarsi, quindi, di personale inquadrato nella categoria C, in profili dell’area della vigilanza (secondo le previsioni dell’allegato A al CCNL del 31.3.1999) e individuato anche sulla base della dichiarazione congiunta n.5 allegata al CCNL del 31.3.1999 e che, in possesso della qualifica prefettizia, sia addetto anche all’effettivo esercizio delle funzioni di polizia giudiziaria, servizio di polizia stradale e funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza (cfr. art. 10, comma 2, legge n. 65/86).

Pertanto, se nel caso concreto esposto ricorrono entrambe queste precise condizioni, non vi sono impedimenti al riconoscimento dell’indennità al personale di cui si tratta.

Si ritiene opportuno anche aggiungere che:

a) le mansioni degli ausiliari del traffico sono sempre considerate rientranti tra quelle proprie della categoria B del sistema di classificazione del personale del Comparto Regioni-Autonomie Locali, in coerenza con i contenuti dell’allegato A al CCNL del 31.3.1999 e perciò nettamente distinte da quelle del personale dell’area della vigilanza collocato nella categoria C; questa circostanza non ha consentito la corresponsione, ad esempio, agli ausiliari del traffico neppure dell’indennità di cui all’art.37, comma 1, lett. b) secondo periodo, del CCNL del 6.7.1995;

b) perplessità si nutrono sulla possibilità di modificare il profilo dei lavoratori da “ausiliario del traffico” in “agente di polizia municipale”, dato che non si tratta semplicemente di una modifica nominale del solo profilo in quanto, come detto, il primo profilo si colloca nella categoria B ed il secondo nella categoria C;

un tale comportamento si tradurrebbe in una “promozione” che, invece, alla luce dei costanti orientamenti della giurisprudenza costituzionale ed amministrativa, può realizzarsi solo attraverso il concorso pubblico o mediante il ricorso alle procedure selettive della progressione verticale, di cui all’art. 4 del CCNL del 31.3.1999 (del resto anche insuscettibile di estensione ai lavoratori a termine), nel rispetto dei vincoli che la medesima giurisprudenza ha elaborato in materia (non è, infatti, consentita alcuna forma di reinquadramento automatico in alto del personale); su tale punto, utili indicazioni potranno essere fornite dal Dipartimento della Funzione Pubblica.

 
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