13/07/2012

RAL_1268_Orientamenti Applicativi

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I dipendenti con rapporto di lavoro a tempo parziale verticale, con articolazione dell’orario di lavoro su tre o quattro giorni settimanali, nei giorni di rientro pomeridiano nel corso dei quali effettuano più di sei ore lavorative con una pausa di almeno mezzora, hanno diritto al buono pasto?

Su questa problematica, si ritiene utile precisare quanto segue:

a) la disciplina fondamentale in materia di mensa e di buoni pasto sostitutivi è ancora quella contenuta negli artt.45 e 46 del CCNL del 14.9.2000, anche dopo l’art.13 del CCNL del 9.5.2006;

b) in particolare, l’art.46, comma 2, del CCNL del 14.9.2000, stabilisce che “i lavoratori hanno titolo, nel rispetto della specifica disciplina sull'orario adottata dall'ente, ad un buono pasto per ogni giornata effettivamente lavorata nella quale, siano soddisfatte le condizioni di cui all'art.45, comma 2” del medesimo CCNL”. Tale ultima disposizione prevede che: “possono usufruire della mensa i dipendenti che prestino attività lavorativa al mattino con prosecuzione nelle ore pomeridiane, con una pausa non superiore a due ore e non inferiore a trenta minuti. La medesima disciplina si applica anche nei casi di attività per prestazioni di lavoro straordinario o per recupero. Il pasto va consumato al di fuori dell'orario di servizio”;

c) la formulazione del testo della clausola contrattuale consente di poter affermare che, ai fini della attribuzione dei buoni pasto, l’unica condizione legittimante considerata è quella della necessaria esistenza di prestazioni lavorative che, iniziate in orario antimeridiano, proseguano comunque in orario pomeridiano;

d) l'entità delle prestazioni minime antimeridiane e pomeridiane, per aver diritto al buono mensa, deve essere determinata in via preventiva dall'ente, secondo i consueti principi di correttezza e di ragionevolezza, evitandosi peraltro situazioni che possono dare luogo a forme di disparità di trattamento tra le diverse categorie di dipendenti;

e) il CCNL, infatti, si è limitato semplicemente a prevedere  la possibilità di corrispondere al lavoratore buoni pasto, in alternativa al servizio mensa, in presenza delle precise condizioni generali dallo stesso stabilite. Spetta al singolo ente, invece, in relazione al proprio assetto organizzativo ed alle risorse spendibili a tal fine, oltre che la decisione se attivare o meno il servizio mensa o il buono pasto sostitutivo, definire autonomamente la disciplina di dettaglio sulle modalità di erogazione del beneficio;

f) il rapporto di lavoro a tempo parziale si caratterizza per la prestazione lavorativa svolta a tempo pieno, ma limitatamente a periodi predeterminati nel corso della settimana, del mese e dell’anno e con articolazione della prestazione su alcuni giorni della settimana, del mese e dell’anno;

g) pertanto, se il dipendente titolare di tale tipologia di rapporto, nelle giornate in cui è tenuto a rendere la prestazione lavorativa dovuta, sulla base del contratto di tempo parziale formalmente sottoscritto, si trova nelle condizioni prescritte dal CCNL e dal regolamento adottato dall’ente, di cui si è detto alle precedenti lett.b) e d), allo stesso non può non essere riconosciuto il beneficio di cui si tratta.

 
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