In materia, si ricorda preliminarmente che spetta all’ente adottare una propria regolamentazione per la definizione delle modalità organizzative e gestionali dell’istituto (che non può estendersi anche alla modifica dei contenuti della disciplina contrattuale, né in senso ampliativo né, a maggior ragione, in senso restrittivo; interventi modificativi in materia di permessi per motivi di studio non consentiti neppure alla contrattazione decentrata integrativa).

In tale sede l’ente stabilirà anche un termine per la presentazione delle domande volte ad ottenere la concessione dei permessi. Si tratta di una scelta ragionevole ed anche necessaria, perché l’ente,  al fine di formare l’eventuale “graduatoria” di cui al comma 4 dell’art.15 del CCNL del 14.9.2000, deve essere messo nella condizione di valutare contestualmente le domande presentate da tutti gli aspiranti.

Pertanto, solo l’ente, può valutare, alla luce delle regole adottate, la possibilità o meno di riaprire i termini per la presentazione delle domande già scadute, tenendo conto evidentemente della posizione di tutti i lavoratori interessati e soprattutto dell’interesse di quelli che hanno presentato la domanda nel termine ordinariamente prescritto.

Si ricorda, altresì, che, come regola generale prescritta dall’art.15 del CCNL dell’1.4.1999, ove il numero delle domande presentate dai lavoratori superi il limite massimo del 3% del personale a tempo indeterminato in servizio all’inizio di ogni anno, l’attribuzione dei permessi avviene sulla base dei criteri di priorità indicati nell'art. 15, commi 4 e 5 del CCNL del 14.9.2000.

 
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