06/02/2019

CIR9

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Al dipendente sospeso dal servizio in via cautelare per un periodo superiore ai cinque anni va comunque erogata l’indennità di cui all’art. 15, comma 7 del CCNL comparto Istruzione e ricerca del 19 aprile 2018?

L’art. 15 del CCNL del 19 aprile 2018 al comma 6 prevede che “… la sospensione dal servizio eventualmente disposta a causa di procedimento penale conserva efficacia, se non revocata, per un periodo non superiore a cinque anni. Decorso tale termine, essa è revocata ed il dipendente è riammesso in servizio, salvo i casi nei quali, in presenza di reati che comportano l’applicazione dell’art. 13, comma 9, punto 2 (Codice disciplinare), l’amministrazione ritenga che la permanenza in servizio del dipendente provochi un pregiudizio alla credibilità della stessa, a causa del discredito che da tale permanenza potrebbe derivarle da parte dei cittadini e/o comunque, per ragioni di opportunità ed operatività dell’amministrazione stessa. In tal caso, può essere disposta, per i suddetti motivi, la sospensione dal servizio, che sarà sottoposta a revisione con cadenza biennale. Ove il procedimento disciplinare sia stato eventualmente sospeso fino all’esito del procedimento penale, ai sensi dell’art. 16, tale sospensione può essere prorogata, ferma restando in ogni caso l’applicabilità dell’art. 13, comma 9, punto 2.”

In materia di trattamento economico, il successivo comma 7 dispone che “Al dipendente sospeso, ai sensi del presente articolo, sono corrisposti un'indennità pari al 50% dello stipendio tabellare, nonché gli assegni del nucleo familiare e la retribuzione individuale di anzianità, ove spettanti.”

Pertanto, l’assegno alimentare deve essere erogato per tutta la durata della sospensione cautelare in caso di procedimento penale.

 
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