30/09/2020

CIRU37

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In quali casi si deve procedere all’accertamento di inidoneità al servizio del lavoratore?

In materia di inidoneità al servizio e risoluzione del rapporto di lavoro occorre fare riferimento al d.P.R. 27 luglio 2011, n. 171 “Regolamento di attuazione in materia di risoluzione del rapporto di lavoro dei dipendenti delle amministrazioni pubbliche dello Stato e degli enti pubblici nazionali in caso di permanente inidoneità psicofisica, a norma dell'articolo 55-octies del decreto legislativo 30 marzo 2001, n. 165”. Le norme del suddetto regolamento, essendo attuative dell’art. 55-octies del d.lgs. n. 165/2001, ne condividono il carattere imperativo e si applicano automaticamente. Pertanto, per effetto dell’art. 3, comma 3, del suddetto d.P.R., l'iniziativa per l'avvio della procedura per l'accertamento dell’inidoneità psicofisica del lavoratore spetta all'Amministrazione di appartenenza ovvero al dipendente stesso, previa sua espressa e documentata istanza. Per quanto riguarda l’Ateneo, si procederà ad avviare d’ufficio la procedura di verifica dell’idoneità al servizio del lavoratore in presenza di uno dei seguenti presupposti previsti dal citato d.P.R.: superamento del periodo di 18 mesi di conservazione del posto di cui all’art. 35, comma 1, CCNL 16.10.2008; disturbi del comportamento gravi, evidenti e ripetuti, tali da far fondatamente presumere l’esistenza dell’inidoneità psichica permanente, assoluta o relativa al servizio da parte del lavoratore; condizioni fisiche tali da far fondatamente presumere l’inidoneità fisica permanente, assoluta o relativa al servizio del lavoratore.

 
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