03/08/2012

EPNE_177_Orientamenti Applicativi

Stampa PDF

E’ possibile avere chiarimenti sulla disciplina attualmente prevista  per la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale? In particolare, la concessione del tempo parziale dipende ora da una valutazione discrezionale dell’ente? Il contingente del 25%, previsto dalla disciplina contrattuale, rimane solo un tetto massimo per la costituzione di rapporti a tempo parziale?

In materia, si devono richiamare le  previsioni che, in materia di rapporto di lavoro a tempo parziale, sono contenute nell’art.73 della legge n.133/2008, e che possono così schematicamente riassumersi:

 

a) la trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale non è più automatica e non è più un diritto del dipendente(ex comma 58 legge n.662 del 1996);

b) alla PA è ora riconosciuta facoltà di concederla o meno, con decisione motivata, in relazione al pregiudizio delle esigenze organizzative. Si tratta di una disciplina conforme al regime privatistico dell’istituto;

c) nell’esercizio di tale facoltà, la PA terrà conto delle mansioni del lavoratore e della sua collocazione e della eventuale disfunzione sul piano organizzativo che può derivare dalla costituzione del rapporto a tempo parziale. A tale fine, il pregiudizio non deve essere più “grave”.

Per effetto, di tali previsioni, quindi, poiché la  trasformazione del rapporto di lavoro da tempo pieno a tempo parziale è rimessa alle autonome valutazioni dell’ente, sarà questo ad assumere le relative decisioni sulle domande in tal senso eventualmente presentate dai lavoratori, tenendo conto, nel rispetto dei principi di correttezza e buona fede, delle proprie esigenze organizzativa e funzionali.

Deve, invece, considerarsi definitivamente  venuto meno il diritto soggettivo del dipendente ad ottenere, con la sola domanda, la suddetta trasformazione, come avveniva sulla base delle precedenti previsioni dell’art.1, comma 56  e ss., della legge n.662 del 1996 e dell’art.21, comma 2, del CCNL del 16.2.1999.

La legge, invece, non ha inciso in alcun modo (in senso modificativo o abrogativo) sul limite massimo percentuale previsto dall’art. 21, comma 8 del CCNL del 16.2.1999 per la costituzione di rapporto a tempo parziale.

Pertanto, si ritiene che tale clausola contrattuale sia ancora efficace ed applicabile, come le altre disposizioni contrattuali concernenti il rapporto di lavoro a tempo parziale non abrogate o modificate dalla citata legge n.133/2008.

Ulteriori e più complete indicazioni sui contenuti e sulle modalità applicative del citato art.73 della legge n.133/2008 potranno essere richieste direttamente al Dipartimento della Funzione Pubblica, istituzionalmente competente per l’interpretazione delle norme di legge concernenti il rapporto di lavoro pubblico.

L’attività di assistenza dell’ARAN, infatti, ai sensi dell’art.46, comma 1, del D.Lgs.n.165/2001, è limitata esclusivamente alla formulazione di orientamenti per l’uniforme applicazione dei contratti collettivi nazionali di lavoro

 
Iscriviti alla newsletter - AranSegnalazioni
Banca Dati Contratti Integrativi