25/11/2011

AII19_Orientamenti_Applicativi

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È applicabile la disciplina dell’indennità sostitutiva del preavviso nei confronti di un dipendente deceduto nel corso di un rapporto di lavoro a termine, conseguito sulla base di un contratto individuale di incarico dirigenziale ai sensi dell’art. 110 del D.Lgs. 267/2000 o dell’art. 19 del D.Lgs. 165/2001?

La questione, per la rilevanza rivestita, è stata sottoposta al Tavolo di coordinamento giuridico che ritiene che bisogna distinguere le due diverse fattispecie legali, sulla base delle quali l’incarico dirigenziale può essere conferito al dipendente, in quanto sono diverse le conseguenze, sul piano giuridico, nell’uno e nell’altro caso.

Infatti:

  • se l’incarico dirigenziale è stato conferito nel rispetto della disciplina dell’art.110, comma 5, del D.Lgs.n.267/2000, l’ente di originaria appartenenza del dipendente, a seguito del decesso dello stesso, non è tenuto al pagamento dell’indennità sostitutiva del preavviso. Infatti, in base a tale disposizione legislativa il rapporto di lavoro si è già risolto di diritto, e quindi automaticamente, con effetto dalla data di sottoscrizione del contratto con l’ente che conferisce l’incarico dirigenziale e, quindi, in un momento antecedente a quello del decesso; conseguentemente, in tale ipotesi, non può essere invocata l’applicazione dell’art.2122 c.c. per la mancanza di un presupposto indispensabile quale l’attuale esistenza del rapporto di lavoro nel momento del decesso del dipendente;
  • se, invece, l’incarico dirigenziale è stato conferito sulla base della disciplina dell’art.19, comma 6, del D.Lgs.n.165/2001 e dello specifico regolamento attraverso il quale, ai sensi dell’art.27 dello stesso D.Lgs.n.165/2001, l’ente ha proceduto all’adeguamento del proprio ordinamento ai principi del capo I del Titolo II del D.Lgs.n.165/2001 (e quindi anche a quelli del citato art.19), l’ente è tenuto al pagamento dell’indennità sostitutiva ai sensi dell’art.2122 c.c.. Infatti, in tale caso, l’art.19, comma 6, espressamente stabilisce che: “Per tutto il periodo di durata del contratto (dirigenziale), i dipendenti delle pubbliche amministrazioni sono collocati in aspettativa senza assegni”.Pertanto, poiché il rapporto di lavoro con l’ente di originaria appartenenza è vivo (sia pure in uno stato di sospensione) per tutta la durata dell’incarico dirigenziale, in caso di sopraggiunto decesso del dipendente non può non trovare applicazione la previsione dell’art.2122 c.c. espressamente richiamato dall’art.39 del CCNL del 6.7.1995, come sostituito dall’art.7 del CCNL integrativo del 13.5.1996.Appare evidente che l’ammontare dell’indennità sostitutiva del preavviso dovuta agli eredi sarà computata con riferimento al trattamento economico spettante al lavoratore nell’ambito del suo rapporto con l’ente di originaria appartenenza e non a quello dirigenziale con l’altro ente.
 
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