25/03/2021

ASAN41

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Come si applica la clausola di garanzia di cui all’art. 92 del CCNL dell’Area della Sanità del 19/12/2019?

L’art. 92 del CCNL in oggetto introduce ex novo un meccanismo di garanzia in base al quale ai dirigenti con rapporto esclusivo e con valutazione positiva, in relazione all’incarico conferito, è garantito un valore minimo di retribuzione di posizione complessiva sulla base della effettiva anzianità di servizio maturata in qualità di dirigente, anche a tempo determinato, anche presso altre Aziende od Enti di cui all’art. 1 (Campo di applicazione), con o senza soluzione di continuità, fermo restando quanto previsto dall’art. 18, comma 2 (Tipologie d’incarico) ovverosia che a tutti i dirigenti, anche neo-assunti, dopo il periodo di prova, è conferito un incarico dirigenziale.

I valori minimi di retribuzione di posizione complessiva, annua, lorda per tredici mensilità sono stabiliti come segue:

-              anzianità uguale o superiore a 5 anni e inferiore a 15 anni            € 5.000,00;

-              anzianità uguale o superiore a 15 anni e inferiore a 20 anni         € 6.000,00;

-              anzianità uguale o superiore a 20 anni   € 7.000,00.

Ai fini della verifica del possesso del requisito della “valutazione positiva si fa riferimento, per quanto concerne le anzianità di cui al primo e secondo alinea, alla valutazione effettuata per il riconoscimento del maggior valore di indennità di esclusività, in corrispondenza dei diversi scaglioni di anzianità a tal fine previsti. Ai fini del riconoscimento del valore di cui al terzo alinea, si fa invece riferimento all’ultima valutazione in ordine di tempo effettuata dal Collegio tecnico.

Trattandosi di un valore minimo garantito, l’attribuzione è meramente eventuale e si verificherà solo qualora la retribuzione di posizione complessiva dell’incarico conferito, dovesse risultare inferiore rispetto ai valori di cui sopra. In tal caso infatti, la retribuzione di posizione d’incarico verrà maggiorata fino al raggiungimento di tali valori. Tale maggiorazione è da intendersi come parte variabile della retribuzione di posizione e non opera nel caso in cui la retribuzione di posizione complessiva dell’incarico conferito sia superiore a quegli stessi valori.

Qualora invece la retribuzione di posizione complessiva dell’incarico conferito, dovesse risultare superiore rispetto ai valori di cui sopra si dovrà ovviamente erogare quella retribuzione complessiva superiore corrispondente all’incarico in atto.

 
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