05/10/2021

Decreto legge 21 settembre 2021 n. 127 recante “Misure urgenti per assicurare lo svolgimento in sicurezza del lavoro pubblico e privato mediante l’estensione dell’ambito applicativo della certificazione verde COVID-19 e il rafforzamento del sistema di scr

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Segnalazione da UO Monitoraggio contratti e legale

E’ stato pubblicato sulla Gazzetta ufficiale n. 226 del 21 settembre 2021 il D.L. 127 /2021 in vigore dal 22 settembre e in corso di conversione presso il Senato della Repubblica (A.S. 2394) che introduce importanti novità in materia di certificazione verde Covid-19 (detto Green Pass), estendendo a tutto il personale delle pubbliche amministrazioni l’obbligo di possedere ed esibire la certificazione ai fini dell’accesso nei luoghi di lavoro. Sono esenti i soggetti che sulla base di idonea certificazione medica rilasciata secondo i criteri stabiliti dal Ministero della salute siano esclusi dalla campagna vaccinale. Nel caso in cui il dipendente risulti privo della certificazione al momento dell’accesso nel luogo di lavoro, “sarà considerato assente ingiustificato fino alla presentazione della predetta certificazione e comunque non oltre il 31 dicembre 2021, termine di cessazione dello stato di emergenza, senza conseguenze disciplinari e con diritto alla conservazione del rapporto di lavoro. Per i giorni di assenza ingiustificata non sono dovuti la retribuzione né altro compenso o emolumento, comunque denominati”. Per le ipotesi di violazione degli obblighi, l’articolato prevede uno specifico regime sanzionatorio, in particolare, per le ipotesi di violazione del divieto di accesso da parte del lavoratore, di mancata definizione, da parte del datore di lavoro, entro il 15 ottobre 2021, delle modalità operative per l'organizzazione delle verifiche o di mancato svolgimento delle verifiche (anche a campione) è prevista una sanzione amministrativa; i limiti minimi e massimi della sanzione vanno da 400 a 1000 euro per le violazioni del datore di lavoro , ovvero da 600 a 1.500 euro nella fattispecie di violazione del divieto di accesso per il lavoratore; per ogni fattispecie di illecito in esame, è previsto il raddoppio dei suddetti limiti minimi e massimi in caso di reiterazione della violazione. Le predette sanzioni sono irrogate dal Prefetto, i soggetti incaricati (da parte dei datori di lavoro) dell’accertamento e della contestazione delle violazioni trasmettono al Prefetto gli atti relativi alla violazione medesima, ferme restando le conseguenze disciplinari secondo i rispettivi ordinamenti di appartenenza.

 
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