20/05/2021

Sentenza n. 11761 del 5/5/2021 Impiego pubblico – dipendente invalido – licenziamento disciplinare rigetto ricorso

Stampa PDF
Allegati:
FileDescrizioneDimensione del File
Scarica questo file (cass 11761_2021.pdf)cass 11761_2021.pdf 355 Kb

Segnalazione da U.O. Monitoraggio contratti e legale

A fronte di numerose assenze ingiustificate dal lavoro e di altrettanti precedenti procedimenti disciplinari, un comune ha licenziato un lavoratore, con invalidità al 70%, applicando la sanzione massima prevista dal l'articolo 55 quater lettera b) D.Lgs 165/2001. Il lavoratore ricorrente chiede l’applicazione della previsione disciplinare meno grave prevista dalla contrattazione collettiva (CCNL - REGIONI ED AUTONOMIE LOCALI  2006-2009) (n.d.r. contratto ora sostituito dal CCNL 2016-2018), che prevede la sanzione conservativa della sospensione dal servizio, con privazione della retribuzione, da undici giorni a sei mesi per la assenza «ingiustificata ed arbitraria dal servizio» fino a 15 giorni. La corte rigetta il ricorso chiarendo che l'articolo art. 55 quater del D.Lgs 165/2001, prevedendo specifiche ipotesi di licenziamento disciplinare determina la preminenza della disciplina legale rispetto a quella di fonte contrattuale. Le previsioni del codice disciplinare contenuto nel contratto collettivo, pertanto, non possono essere più invocate ove in contrasto con la norma inderogabile di legge, venendo in tal caso sostituite di diritto da quest'ultima, ai sensi degli artt. 1339 e 1419 cod.civ. Restano quindi prive di effetto le clausole della contrattazione collettiva che prevedano una sanzione conservativa per le ipotesi di licenziamento previste dall'art. 55 quater e non determinano alcuna discriminazione, non essendo sostenibile, in nome di tale principio, che il disabile non debba, come gli altri lavoratori, giustificare le sue assenze.

 
Iscriviti alla newsletter - AranSegnalazioni
Banca Dati Contratti Integrativi