22/04/2021

Sentenza n. 9661 del 13/4/2021 Impiego pubblico – sanità – dirigenza – mobilità interna

Stampa PDF
Allegati:
FileDescrizioneDimensione del File
Scarica questo file (cass_9661_2021.pdf)cass_9661_2021.pdf 329 Kb

Segnalazione da U.O. Monitoraggio contratti e legale

La Corte di Cassazione dichiara inammissibile il ricorso proposto da un dirigente preposto alla Struttura Complessa presso una AUSL in esito alla destrutturazione a Struttura Semplice residuale, che riteneva di avere diritto all'attribuzione di altro incarico di pari valore economico e contestava, la discrezionalità della P.A. in base all'art. 31 del C.C.N.L. nel procedere alla copertura dei posti apicali mediante concorso o mediante mobilità. La Corte sostiene che, riguardo al diritto all'ottenimento del posto per mobilità interna, l'art. 31 del C.C.N.L. Area dirigenza medica e veterinaria 5.12.1996, consente il ricollocamento anche in "discipline diverse da quelle di appartenenza", a condizione che "gli interessati possiedano i requisiti previsti per l'accesso mediante pubblico concorso. Pertanto, la mobilità interna dirigenziale non può avvenire su posti vacanti ma resta vincolata a criteri di pertinenza specialistica, per titoli o per esperienze, del singolo dirigente interessato.  Per ipotizzare, quindi, ai sensi della contrattazione collettiva come richiesto, un accesso ad un'eventuale mobilità interna, non essendo in possesso delle necessarie specializzazioni, il dirigente avrebbe dovuto dimostrare un'anzianità di servizio di dieci anni nella disciplina, ma ove tale prova sia mancante, non si potrebbe comunque riconoscere l'esistenza di un diritto del ricorrente a quel posto, quale effetto di una mera ricollocazione interna.

 
Iscriviti alla newsletter - AranSegnalazioni
Banca Dati Contratti Integrativi