10/03/2021

Sezione Lavoro Sentenza n. 4411 del 18/2/2021 pubblico impiego – azione disciplinare P.A. – sospensione cautelare facoltativa e obbligatoria – onere dell’amministrazione al procedimento disciplinare - diritto alla restitutio in integrum

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Segnalazione da U.O. Monitoraggio contratti e legale

La Corte di Cassazione si è pronunciata sul tema della sospensione obbligatoria ex art. 4 l.97/2001[1] riguardo al ricorso promosso da un dipendente pubblico (condannato in I° per peculato) che aveva richiesto il pagamento delle differenze retributive, dalla data di sospensione cautelativa operata dall’Ente fino alla data delle sue dimissioni. La Corte di merito aveva escluso il diritto del dipendente alla restitutio in integrum pur in assenza di ogni accertamento di responsabilità disciplinare. Gli Ermellini cassano la sentenza dei giudici di merito poichè in assenza di un procedimento disciplinare il dipendente, anche se dimessosi medio tempore, il cui reato sia stato dichiarato prescritto, ha diritto al pagamento delle differenze retributive in caso di sospensione cautelativa ai sensi dell’ art.’4 della L. n. 97/2001. Enunciano quindi il seguente principio di diritto: «La sospensione obbligatoria dal servizio del dipendente pubblico ai sensi dell'articolo 4 legge 27 marzo 2001 nr. 97 costituisce misura cautelare di carattere interinale il cui esito è legato agli sbocchi del procedimento disciplinare, restando giustificata solo ove la sanzione inflitta sia di gravità pari o maggiore della sospensione applicata. Ove il procedimento disciplinare non venga attivato o la sanzione inflitta sia di minor gravità al dipendente è dovuta la restitutio in integrum in relazione al periodo di sospensione cautelare non legittimato dalla sanzione irrogata. L'onere della amministrazione di dare avvio al procedimento disciplinare sussiste a tal fine anche in ipotesi di cessazione medio tempore del rapporto di lavoro».La decisione, tengono a chiarire i giudici, riguarda fattispecie diversa dalla sospensione obbligatoria per custodia cautelare. In questo caso è l'impossibilità oggettiva e temporanea del dipendente ad adempiere alla prestazione di lavoro a determinare la sospensione dell'obbligo retributivo del datore di lavoro, e l’esclusione della restitutio in integrum discende, dal rapporto di corrispettività tra le prestazioni, a prescindere dagli esiti della vicenda disciplinare.La Corte ritiene invece che la sospensione cautelativa (sia essa obbligatoria o facoltativa)  ha come obiettivo principale quello dell’interesse dalla PA a tutelare la propria immagine con ampia discrezionalità e ogni qualvolta la sanzione disciplinare non venga inflitta o ne sia irrogata una di natura ed entità tali da non giustificare la sospensione sofferta sorge il diritto alla restitutio in integrum, che ha natura retributiva e non risarcitoria, e ciò a prescindere dalla espressa previsione della legge o della contrattazione collettiva.

 


 
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