26/10/2020

II Sezione Penale Sentenza n. 22500 del 10/07/2020 Pubblico impiego – cessione tesserino di identificazione personale – reato di truffa – non riconoscimento attenuanti generiche

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Segnalazione da U.O. Monitoraggio contratti e legale

La Suprema Corte rigetta il ricorso dei due dipendenti ASL, confermando la condanna già inflittagli dalla Corte di merito che li aveva ritenuti responsabili dei reati di cui agli artt. 110, 640, commi primo e secondo n.1, c.p. e 55 quinquies D.Lgs. 165/2001, per aver ceduto il tesserino di identificazione personale. La Cassazione afferma, che i pubblici dipendenti che cedono ad altri il proprio cartellino per farselo timbrare durante le loro assenze, devono essere considerati responsabili del reato di truffa in quanto traggono da detta condotta un ingiusto profitto ai danni della pubblica amministrazione derivante dalla percezione della retribuzione e dei suoi accessori in relazione ad ore di lavoro non prestato. Gli Ermellini confermando la sentenza d’appello non riconoscono nel comportamento dei due dipendenti neanche le attenuanti generiche richieste, comportamento che deve essere sempre sorretto da elementi idonei - assenti nel caso di specie - a giustificare la mitigazione del trattamento sanzionatorio.

 
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