23/04/2015

Audizione parlamentare sul DEF 2015 - CORTE DEI CONTI

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Segnalazione da UO Studi e analisi compatibilità

Il Presidente Squitieri, riporta le elaborazioni delle previsioni effettuate dai Centri di ricerca del quadro di finanza pubblica per il triennio 2015-2017, che scontano una valutazione degli effetti della Legge di stabilità per il 2015 diversa da quella adottata in via ufficiale. Le differenze sono da ricondurre sia ad una maggiore cautela nella stima dell’efficacia di talune misure sia ad una diversa valutazione delle modalità con cui i tagli imposti alle autonomie territoriali impattano sulle singole tipologie di spesa. Per quanto riguarda le prime, lo scenario di Consenso assume una quantificazione più contenuta delle maggiori entrate attese dai provvedimenti adottati in materia di lotta all’evasione. In modo analogo, si assume una più lenta realizzazione del piano cosiddetto della “buona scuola” che, nelle ipotesi di Consenso, entra a regime solo a partire dal 2017, con una minore spesa rispetto a quella prevista in via ufficiale per il biennio precedente. Complessivamente tali ipotesi comportano un peggioramento degli effetti della Legge di stabilità 2015 sull’indebitamento netto nell’ordine degli 11 miliardi nel triennio 2015-2017. Nello scenario di Consenso, così costruito, l’indebitamento delle Pubbliche Amministrazioni registra valori superiori a quelli stimati nel DEF nello scenario tendenziale con scostamenti crescenti nel tempo, salendo da due decimi di punto nel 2015 a nove decimi nel 2017. I tre Istituti associano un forte impatto negativo all’aumento di imposte indirette conseguente all’attuazione della clausola di salvaguardia della legge di Stabilità 2015 Nel 2016 il saggio di crescita del PIL diminuirebbe all’1,1 per cento (contro l’1,3% governativo), per decelerare ulteriormente nel 2017 (0,9% contro l’1,2% governativo).

 
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