24/03/2021

OECD Economic Outlook, Interim Report Strengthening the recovery: The need for speed

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Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Le prospettive dell'economia mondiale sono decisamente migliorate negli ultimi mesi, grazie alle campagne vaccinali, agli annunci di nuovi piani di stimolo fiscale e ad economie più facilmente adattabili alle restrizioni di contrasto del Covid-19. L’OCSE ha, infatti, alzato in modo sostanziale le previsioni economiche aumentando a +5,6% la stima di crescita globale per quest'anno, con un incremento di ben 1,4 punti rispetto alle proiezioni di dicembre e si prevede un +4% per il 2022, con un miglioramento di 0,3 punti rispetto alle precedenti stime.  L'Interim Economic Outlook evidenzia una forte spinta che giunge dalla ripresa americana, grazie soprattutto al “super-piano Biden”. Spicca, quindi, la performance del Pil Usa con una crescita del 6,5% per il 2021 ed un innalzamento di 3,3 punti percentuali rispetto alle stime dello scorso dicembre. Anche per la Cina è prevista una crescita del 7,8% nel 2021. Per l'Italia, l'OCSE prevede un + 4,1% per quest'anno, (0,2 punti percentuali in meno rispetto all'Economic Outlook di dicembre) e per il prossimo anno si presume una crescita pari al 4% (0,8 punti percentuali in più rispetto alle ultime stime di dicembre). Il Pil globale dovrebbe, quindi, riportarsi alle posizioni pre-pandemia entro la metà del 2021. Tuttavia, nonostante il miglioramento dell'Outlook complessivo, produzione e redditi in molti Paesi appartenenti all’OCSE resteranno per la fine del 2022 ancora al di sotto dei livelli registrati prima della pandemia. Ci sono, infatti, segnali di forti divergenze tra Paesi e settori. Le misure di contenimento del virus nel breve termine colpiscono soprattutto le economie in cui è maggiore il peso dei servizi, come il turismo, mentre altre si avvantaggiano di una maggiore rapidità della campagna vaccinale, di efficaci politiche sanitarie e di un forte sostegno fiscale. Il rapporto sottolinea come il sostegno fiscale fornito dagli Usa sia considerevolmente più ampio rispetto agli altri Paesi. Infatti, alle misure approvate a dicembre per 900 miliardi di dollari (pari al 4% del Pil americano) si va ad aggiungere l'American Rescue Plan da 1.900 miliardi, pari a circa l'8,5% del Pil. Al contrario, in Europa i fondi europei cominceranno ad arrivare alla fine di quest'anno, con un impatto dello stimolo fiscale pari solo a circa l'1% del Pil nella zona euro. L’Outlook sottolinea, inoltre, le persistenti difficoltà del mercato del lavoro, in lenta ripresa. Nei Paesi OCSE, in particolare, ci sono 10 milioni di disoccupati in più rispetto all'ante-pandemia, i tassi di occupazione sono diminuiti.  La principale priorità a livello globale, sia epidemiologica sia economica, deve essere quella di assicurare che i vaccini contro il Covid-19 siano prodotti e utilizzati il più rapidamente possibile per la popolazione adulta. Su questo insiste l'OCSE nell'Interim Economic Outlook. Gli sforzi nazionali devono essere accompagnati da una maggiore cooperazione e da finanziamenti globali per assicurare che i vaccini siano disponibili in tutto il mondo. Se il virus non sarà soppresso a livello globale aumenta il rischio di nuove e più minacciose mutazioni.

 
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