24/02/2021

The Contribution of Social Dialogue to Gender Equality

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Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Il rapporto pubblicato dall’ILO e intitolato “The Contribution of Social Dialogue to Gender Equality”, affronta il delicato tema del raggiungimento dell'uguaglianza di genere sul posto di lavoro, che attualmente rimane una delle maggiori sfide per i governi e le parti sociali. Le lavoratrici in tutto il mondo continuano ad essere sottorappresentate negli organi e nei processi decisionali. Inoltre, le lavoratrici sono state colpite in modo sproporzionato dalle ricadute economiche a breve termine causate dalla pandemia Covid-19. I settori che richiedono dei rapporti diretti con i clienti, molti dei quali contano su un numero importante di lavoratrici (ad esempio il settore alberghiero e degli alloggi e quello della vendita al dettaglio), sono stati duramente colpiti dalla pandemia. In generale, le donne hanno più probabilità degli uomini di essere occupate in attività più vulnerabili dell’economia informale (lavoro domestico e a domicilio) e nei lavori a bassa retribuzione nelle filiere globali di approvvigionamento o come coadiuvanti delle imprese a conduzione familiare. Questo implica delle tutele limitate o assenti in materia di licenziamento, congedo retribuito in caso di malattia e altre misure di protezione sociale. In aggiunta, il maggiore carico di lavoro dovuto a motivi di assistenza e di cura non retribuito durante la pandemia, ha pesato sul lavoro delle donne in misura sproporzionata rispetto agli uomini. Tuttavia, il dialogo sociale e solide relazioni industriali possono essere utilizzati come strumenti efficaci per superare queste sfide e promuovere l'uguaglianza di genere sul lavoro. Il rapporto presentato dall’ILO si sofferma sulle cause che hanno portato a questa disparità e identifica, inoltre, le azioni che i governi, così come le organizzazioni dei datori di lavoro e dei lavoratori, possono intraprendere per promuovere l'uguaglianza di genere attraverso contratti collettivi e dialogo sociale. Attingendo a casi di studio provenienti da tutto il mondo, il documento di lavoro illustra come il dialogo sociale può fornire risultati di parità di genere in una gamma di settori diversi anche durante momenti di crisi come l’attuale pandemia che sta mettendo a dura prova l’assetto economico e sociale in tutti i paesi colpiti da essa. In Italia, il gap salariale di genere si attesta intorno al 12%, soprattutto a causa del minor accesso delle donne a posizioni apicali, della maggiore diffusione del part-time involontario, così come della discontinuità delle carriere professionali. Il part-time involontario, per esempio, ha un’incidenza sulle donne che è quattro volte superiore rispetto agli uomini. Questi sono alcuni dei fattori che “spiegano” la componente del divario retributivo di genere. Vi è tuttavia una componente “non spiegabile” che potrebbe mascherare situazioni di discriminazione di genere nell’impiego e nelle professioni. Degli sforzi maggiori da parte delle istituzioni e delle parti sociali sono, quindi, necessari per realizzare il principio della parità retributiva e questo richiede un impegno costante da parte delle politiche del lavoro, della contrattazione collettiva e delle relazioni industriali. Anche il Presidente del Consiglio Mario Draghi nelle comunicazioni programmatiche al Senato affronta il tema dell’importanza della parità di genere in Italia, in quanto il nostro paese presenta attualmente uno dei peggiori gap salariali tra generi in Europa, oltre ad una cronica scarsità di donne in posizioni manageriali di rilievo.

 
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