10/02/2021

ILO Monitor: COVID-19 and the world of work. 7th edition

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Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

L’ultima analisi dell’ILO relativa all'impatto del COVID-19 sul mercato del lavoro evidenzia una perdita massiccia di ore di lavoro e di reddito. È previsto un rallentamento delle prospettive di ripresa nel 2021 se i timidi miglioramenti che ci si aspetta non verranno supportati da apposite politiche sociali e del lavoro incentrate sulle persone. Questa perdita di ore di lavoro è dovuta in parte alla riduzione dell’orario di lavoro per coloro che hanno mantenuto l’occupazione e in parte a una perdita di lavoro “senza precedenti” che ha colpito 114 milioni di persone. Il 71% delle perdite occupazionali, pari a 81 milioni di persone, è avvenuto sotto forma di inattività, piuttosto che di disoccupazione. Tale condizione evidenzia che le persone sono uscite dal mercato del lavoro perché non erano in grado di lavorare a causa delle restrizioni dovute alla pandemia, o semplicemente perché hanno smesso di cercare lavoro. Le perdite massicce di ore di lavoro hanno causato una diminuzione dell’8,3% del reddito globale da lavoro. Questa perdita corrisponde a 3.700 miliardi di dollari o al 4,4% del prodotto interno lordo (PIL) globale. Le donne sono state maggiormente colpite, rispetto degli uomini, dalla contrazione del mercato del lavoro causata dalla pandemia. A livello globale, la perdita di lavoro per le donne è stata pari al 5%, contro il 3,9% per gli uomini. Anche i lavoratori più giovani sono stati particolarmente colpiti dalla crisi. La perdita di occupazione tra i giovani (15–24 anni) è stata dell’8,7%, rispetto al 3,7% degli adulti Il rapporto mostra, inoltre, l’impatto diseguale della crisi tra settori economici, aree geografiche e segmenti del mercato del lavoro. Il rapporto mette in evidenza le preoccupazioni di fronte a una ripresa a forma di “K”. Infatti, qualora non verranno adottate misure correttive, alcuni settori economici e lavoratori maggiormente colpiti dalla crisi potrebbero essere lasciati indietro nella ripresa, aumentando le disuguaglianze economiche e sociali già esistenti. Il settore più colpito è stato quello dei servizi e della ristorazione, dove l’occupazione è diminuita in media di oltre il 20%, seguito dal commercio al dettaglio e dal settore manifatturiero. Al contrario, l’occupazione nei settori dell’informazione, della comunicazione, della finanza e delle assicurazioni è aumentata nel secondo e terzo trimestre del 2020. Aumenti marginali si sono registrati anche nel settore estrattivo e nei servizi pubblici. Nonostante le incertezze riguardanti una ripresa economica nel prossimo futuro, le ultime proiezioni dell’ILO per il 2021 mostrano che la maggior parte dei paesi sperimenterà una ripresa sostenuta nella seconda metà dell’anno, quando i programmi di vaccinazione avranno sortito il loro effetto. La settima edizione di “COVID-19 and the world of work” descrive, infine, tre possibili scenari per la ripresa: uno scenario di base, uno pessimista e uno ottimista. Lo scenario di base prevede una perdita del 3% delle ore di lavoro a livello mondiale nel 2021 (rispetto al quarto trimestre 2019). Tale perdita equivale a 90 milioni di posti di lavoro a tempo pieno. Lo scenario pessimista - che presuppone un progresso lento nella somministrazione dei vaccini -prevede una perdita di ore di lavoro pari al 4,6%, mentre lo scenario ottimista prevede una diminuzione delle ore di lavoro pari all’1,3 %.

 
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