22/12/2020

Global Wage Report 2020-21: Wages and minimum wages in the time of COVID-19

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Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Il rapporto “Global Wage Report 2020-21: Wages and minimum wages in the time of COVID-19.” pubblicato dall’International Labour Organization, esamina l'evoluzione dei salari reali nel mondo fornendo un quadro preciso delle tendenze salariali sia a livello globale, che a livello regionale. L'edizione 2020-21 oltre ad analizzare la relazione tra salario minimo e disuguaglianza sociale, si sofferma anche sugli impatti che la pandemia COVID-19 ha avuto sui salari a livello mondiale. Inoltre, lo studio dell’ILO cerca di identificare le condizioni in cui i salari minimi possono ridurre le disuguaglianze, favorendo una corretta coesione sociale. Il rapporto sottolinea anche come un salario minimo adeguato, legale o negoziato, possa svolgere un ruolo chiave nella ripresa dalla crisi economica. “Il Global Wage Report” pubblicato dall’ILO, coinvolgendo molteplici attori quali economisti, sindacalisti e datori di lavoro fornisce una dettagliata analisi sia delle tendenze salariali, che degli sviluppi del mercato del lavoro. Nei quattro anni precedenti la pandemia COVID-19, la crescita salariale globale ha fluttuato tra l'1,6% e il 2,2%. Nella prima metà del 2020, al contrario, a seguito della crisi globale, è stata osservata una pressione al ribasso sul livello di crescita dei salari medi in due terzi dei paesi membri dell’ILO. Infatti, solo in un terzo dei paesi i salari medi sono aumentati. Questo aumento, però, non deve trarre in inganno in quanto è solo una conseguenza riflessa della perdita dei posti di lavoro che si è manifestata principalmente tra i lavoratori meno retribuiti. Sono infatti questi lavoratori ad essere stati più duramente colpiti dalla pandemia. Questo fenomeno è stato riscontrato in paesi come Brasile, Canada, Francia, Italia e Stati Uniti dove si è osservato un notevolmente aumento dei salari minimi, come conseguenza riflessa della perdita di molti posti di lavoro che hanno colpito principalmente lavoratori che si trovano all'estremità inferiore della scala salariale. Entrando più nel dettaglio possiamo osservare come l’impatto della crisi abbia pesato maggiormente sulle donne provocando una riduzione dell'orario di lavoro più accentuato per le lavoratrici. Infatti, nel 2020 si è registrata una riduzione dell'orario di lavoro pari al 6,9% per le donne e 4,7% per gli uomini. La crisi, inoltre, ha colpito in modo sproporzionato i lavoratori meno qualificati e quindi meno pagati, aumentando, così, le disparità salariali e sociali. Per quanto riguarda il salario minimo negoziato, il rapporto mostra come questo sia presente nel 90% degli Stati membri dell'ILO (in tutto gli Stati membri sono 187). Tuttavia, i salari minimi differiscono molto tra i diversi paesi per la loro struttura che va da semplice a complessa. A livello globale, si stima che 327 milioni di dipendenti siano pagati al di sotto del salario minimo. Questa cifra rappresenta il 19% del totale dei lavoratori e comprende 152 milioni di donne. Politiche salariali adeguate ed equilibrate, ottenute attraverso un dialogo sociale forte ed inclusivo, sono necessarie per mitigare l'impatto della crisi e sostenere la ripresa economica. In questo contesto adeguamenti salariali saranno necessari per salvaguardare i posti di lavoro e garantire la sostenibilità delle imprese, tutelando allo stesso tempo i redditi dei lavoratori e delle loro famiglie. Un salario minimo adeguato, infatti, può ridurre la disparità di reddito, ma per essere uno strumento valido, occorre prendere in considerazione i seguenti tre fattori chiave:

·       l’efficacia del salario minimo;
·       l'adeguatezza dei livelli salariali minimi;
·       le caratteristiche dei lavoratori a cui spetta il salario minimo.

 
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