09/10/2020

ILO Monitor: COVID-19 and the world of work. Sixth edition. Updated estimates and analysis

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Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Il mondo del lavoro è profondamente colpito dalla pandemia di COVID-19 che non solo minaccia la salute pubblica, ma mette a dura prova il sistema economico globale e mina, allo stesso tempo, i mezzi di sussistenza a lungo termine incidendo anche sul benessere di milioni di persone. La sesta edizione di “COVID-19 and the world of work” pubblicata dall’'International Labour Organization evidenzia ancora limitazioni lavorative date da misure di contenimento del COVID. Infatti i dati registrano che il 94% della forza lavoro subisce tuttora qualche sorta di limitazione lavorativa dovuta al rischio COVID ancora troppo alto e che impedisce un corretto ritorno alla normalità. Queste limitazioni e, in parte chiusure, sono caratterizzate da forti variazioni regionali. Tali misure di contenimento continuano ad influenzare negativamente i mercati mondiali con conseguenti perdite di ore di lavoro superiori rispetto a quanto ipotizzato nella precedente edizione pubblicata dall’ILO, nella quale ci si aspettava per il secondo trimestre del 2020 una diminuzione delle ore di lavoro pari al 14,0% (equivalente a 400 milioni di posti di lavoro a tempo pieno). Infatti, la sesta edizione dell’ILO Monitor riporta una perdita complessiva di ore di lavoro nel secondo trimestre del 2020 del 17,3% (equivalente a 495 milioni di posti di lavoro a tempo pieno). I paesi a basso reddito sono stati i più colpiti avendo subito un calo delle ore di lavoro pari al 23,3% (equivalente a 240 milioni di posti di lavoro a tempo pieno). Si prevede, inoltre, una elevata perdita di ore di lavoro anche per il terzo trimestre del 2020 e si ipotizza una diminuzione delle ore di lavoro pari al 12,1% (equivalente a circa 345 milioni di posti di lavoro a tempo pieno). Infine, pure per il quarto trimestre del 2020 le previsioni dell’ILO suggeriscono prospettive più cupe rispetto a quanto stimato nella quinta edizione. Infatti, le perdite di ore di lavoro nell’ultimo trimestre del 2020 dovrebbero ammontare all'8,6%, (ovvero 245 milioni di posti di lavoro a tempo pieno). Gli ultimi dati confermano che tali perdite di ore di lavoro si riflettono in elevati livelli di disoccupazione e inattività lavorativa penalizzando soprattutto il genere femminile. Questa crisi occupazionale richiede, quindi, una forte attenzione politica che deve essere rivolta alle classi più vulnerabili come donne, giovani e lavoratori precari. Rimarrà, comunque, fondamentale il sostegno al reddito e l’adozione di misure fiscali su larga scala per assistere al meglio cittadini ed imprese.

 
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