23/07/2020

ILO Monitor: COVID-19 and the world of work. Fifth edition

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Segnalazione da Direzione Contrattazione 1

Il mondo del lavoro è profondamente influenzato dalla pandemia di COVID-19. Questa crisi sanitaria, oltre ad essere una minaccia per la salute pubblica, rappresenta anche un pericolo imminente per il benessere di milioni di persone. L'International Labour Organization e i suoi componenti - governi, lavoratori e datori di lavoro - svolgono un ruolo cruciale nella lotta contro l'epidemia, garantendo la sicurezza delle persone e, al tempo stesso, la sostenibilità delle imprese e dei posti di lavoro. La quinta edizione di “COVID-19 and the world of work” si articola in due parti: uno sguardo rivolto al passato ed uno rivolto al futuro. La prima parte del report analizza gli impatti che la pandemia di COVID-19 ha avuto sul mondo del lavoro. Le ultime stime dell'ILO mostrano che durante il primo semestre del 2020 le ore di lavoro sono diminuite drasticamente, soprattutto nei paesi in via di sviluppo. Nel primo trimestre del 2020, infatti, l'orario di lavoro è diminuito del 5,4% (equivalente a circa 155 milioni di posti di lavoro a tempo pieno), mentre per il secondo trimestre ci si aspetta una diminuzione del 14,0% (equivalente a 400 milioni di posti di lavoro a tempo pieno). La seconda parte del lavoro, invece, presenta un Outlook sul secondo semestre del 2020. Il 93% dei lavoratori, a livello mondiale, sta tuttora attraversando un periodo di limitazioni lavorative date da misure di contenimento del COVID ancora in atto. Di conseguenza, le proiezioni dell’ILO suggeriscono una lenta ed incerta ripresa del mercato del lavoro. Si prevedono, infatti, per il quarto trimestre del 2020, due possibili scenari: uno ottimista ed uno pessimista (doppio scenario ipotizzato anche nell’Economic Outlook” pubblicato a giugno dall‘OCSE). Nel primo caso- con alte possibilità di contenimento del virus- si ipotizza una diminuzione delle ore di lavoro del 4,9% (equivalente a circa 140 milioni di posti di lavoro a tempo pieno). Nel secondo caso – con alte probabilità di ulteriori nuovi focolai di COVID-19 entro la fine dell’anno - si arriverebbe ad una perdita di ore di lavoro pari al 11,9% (equivalente a circa 340 milioni di posti di lavoro a tempo pieno).

 
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