01/07/2021

Minimum wages in 2021: Annual review - EUROFOUND

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Segnalazione da Direzione Contrattazione 1
Il rapporto pubblicato da Eurofound ed intitolato “Minimum wages in 2021: Annual riview” riassume i livelli, la dinamica e le modalità di fissazione dei salari minimi per l’anno 2021; affronta, inoltre, le sfide legate alla difficile situazione economica mondiale causata alla pandemia di COVID-19. Lo studio analizza, anche, la relazione tra salari minimi e le economie dei singoli paesi europei. Nel documento si esamina, infine, il ruolo del salario minimo quale misura a sostegno dell’economia e si evidenziano i progressi compiuti dall'UE in tale ambito. Di seguito, le principali conclusioni del rapporto:

· i salari minimi sono aumentati di media del 3% tra il 2020 ed il 2021 anche se una piccola percentuale di Stati ha deciso di mantenere invariati i salari nell’ ultimo anno;

· nei paesi senza salario minimo legale come Austria, Danimarca, Finlandia, Italia, Svezia e Norvegia gli aumenti salariali sono stati moderati, ma la contrattazione collettiva nazionale si è dimostrata stabile ed efficiente. Una piccola percentuale di casi, ha risentito della pandemia e quindi alcuni rinnovi e aumenti salariali sono stati al momento rinviati;

· le posizioni delle parti sociali sulla proposta di direttiva sul salario minimo europeo rimangono critiche e le organizzazioni dei datori di lavoro preferirebbero una raccomandazione non vincolante per poter mantenere la propria autonomia contrattuale.

La fissazione del salario minimo per il 2021 è stata decisa con cautela per via dell'incertezza economica causata dalla pandemia. Nonostante ciò, i salari minimi legali nominali sono aumentati nella maggior parte degli Stati membri e nel Regno Unito, sebbene a tassi inferiori rispetto agli ultimi anni. La difficoltà principale è stata quella di trovare un corretto equilibrio tra salari adeguati - per tutelare i dipendenti meno pagati - e salvaguardia di posti di lavoro. La situazione economica caratterizzata da una crescente disoccupazione, da una pressione al ribasso sui salari e da una grande incertezza sul futuro ha portato anche all'interruzione dei normali processi di negoziazione e consultazione. Dal rapporto di Eurofound emerge che i Paesi con i maggiori incrementi salariali (oltre il 5%) sono: Lettonia, Slovenia, Polonia, Slovacchia, Bulgaria e Lituania. I Paesi in cui i salari minimi sono aumentati tra l'1 e il 5% sono, invece, principalmente gli Stati membri più anziani dell'UE - come Portogallo, Lussemburgo, Paesi Bassi, Germania, Francia e Irlanda – mentre in Belgio, Spagna, Grecia ed Estonia i salari minimi sono stati congelati. Nonostante questi sviluppi generalmente positivi, gli aumenti del salario minimo per il 2021 sono stati più modesti rispetto al 2020. Infatti, se per il 2020 l'aumento medio del salario minimo si è attestato intorno all’8,4%, nel 2021 ci si è fermati ad un aumento del 3%. Infine, le differenze tra i salari minimi europei sono rimaste quasi invariate e questo significa che la pandemia ha rallentato il processo di convergenza del salario minimo europeo, fondamentale per risolvere il problema delle disuguaglianze di reddito e combattere le disparità lavorative.

 
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