01/07/2021

Chief Economics Outlook – June 2021 - WORLD ECONOMIC FORUM

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Segnalazione da Direzione Contrattazione 1
Il Centre for the New Economy and Society - il dipartimento che si occupa dei rapporti con le principali istituzioni e con i più importanti protagonisti del settore pubblico-privato presso il World Economic Forum – ha presentato il sondaggio “Chief Economists Outlook”. I risultati di questo studio sulla competitività dell’economia internazionale, evidenziano un quadro di forti disparità tra i diversi paesi. In un ambiente finanziario globale carico di incertezze diventa sempre più importante per i paesi creare le basi per il sostegno della crescita economica e dello sviluppo. L'edizione di giugno del "Chief Economists Outlook" esce in un contesto economico in miglioramento, anche se l'incertezza è ancora molta e le traiettorie da seguire sono ampiamente divergenti tra loro. L’analisi si è concentrata sui seguenti quattro principali filoni di ricerca:
· studio dell’economia internazionale;
· esame delle disuguaglianze sociali;
· analisi delle disparità economiche internazionali;
· stato dell’attuale transizione climatica.
In primo luogo, la ripresa economica presenta marcate disparità regionali. Infatti, se alcuni paesi stanno superando la crisi grazie a generose politiche di sussidi, potenziate da robuste campagne vaccinali, dall’altro, molti altri paesi non sono ancora usciti dall’emergenza sanitaria e registrano una continua crescita della disoccupazione. Questo scenario a due facce porta la comunità degli economisti interpellati dal World Economic Forum ad ipotizzare una crescita economica generale attestata fra il 5.5%-6% per l’anno in corso, e un ritorno alla normalità ante-pandemia solo per il 2022.  Gli economisti rinnovano anche il loro invito ad usare gli incentivi fiscali non solo per superare le difficoltà contingenti, ma per impostare un nuova crescita economica incentrata sull’incremento dei posti di lavoro. In aggiunta, alle Pubbliche Amministrazioni spetterà il compito di varare politiche mirate ad incrementare la forza lavoro e a stimolare politiche di inclusione sociale. Le disparità sociali, infatti, sono state incrementate dalla pandemia e in molti paesi la crisi economica ha sfavorito gruppi sociali già penalizzati per motivi di razza, genere, etnia, o condizione economica. Anche il mondo del lavoro sta subendo importanti cambiamenti, primo tra tutti quello dell’automazione. Questo processo di innovazione tecnologica ha come conseguenza il bisogno di creare nuove competenze lasciando da parte vecchie specializzazioni non più necessarie. Forti cambiamenti si stanno verificando anche in ambito climatico e sviluppo ecosostenibile. In questo ambito le regioni più povere si trovano in una posizione svantaggiata, intrappolate, da un lato, dalla necessità di una repentina ripresa economica e, dall’altro, da un sistema industriale ancora subordinato alle energie fossili inquinanti e, quindi, escluse ormai dal ciclo produttivo. Per risolvere tutte queste problematiche, osservano gli economisti del World Economic Forum, è richiesta un’attenta valutazione industriale e politica. L’industria deve, infatti, essere pronta ad intercettare il nuovo valore che si verrà a creare non solo da una collaborazione fra ecologia ed informatica, ma anche dall’evoluzione di entrambe come modello unificato. Il messaggio conclusivo è dunque chiaro: competenza umana, intelligenza artificiale, capacità informatica e obiettivo climatico devono essere le tematiche che indirizzeranno le aspirazioni di ripresa delle nostre società. Ai politici e alla diplomazia internazionale spetta ora il compito di riprendere il reciproco dialogo perché queste aspirazioni si traducano in concrete realtà quotidiane.

 
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